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Singapore inizia la metamorfosi: più economia, meno turismo

Giulio B.
(@giulioenrico)
ASIA

C’è un’espressione per chi si intende un minimo di borsa: “to go long”. In questo caso si può dire che Singapore goes Loong.

Background minimo ma necessario: Lee Hsien Loong è in carica da tanto, e il suo partito da sempre. Tra il suo mandato e quello del padre, che ha governato dall’indipendenza, c’è stato solo un breve stint di un altro primo ministro mentre lui, LHL come lo chiamano, si preparava piano piano alla leadership. È il modo di fare asiatico e a Singapore ha funzionato. Molto bene, ora LHL ha davanti una delle sfide più grandi dall’indipendenza, ma vale la pena ricordare che la città stato è sempre riuscita, pianificando con tanto anticipo e sfruttando la sua dinamicità, a cavalcare i cambi economici e sfruttarli a suo vantaggio. Ha cambiato economia di base tante volte e sembra intenzionato a cambiare economia di base un’altra volta.

E adesso? Ieri il primo ministro, che pure ci si aspetta chiami elezioni presto per lasciare il posto ad una nuova generazione di leaders (il ministro delle finanze diventerà il Primo Ministro), ha parlato alla nazione e quindi, si badi bene, a tutta l’Asia che ascoltava silenziosa. L’economia di Singapore è la leader del sud est asiatico e in questo periodo di riassesti geopolitici e economici diventa sempre più importante. Per questo nel ‘pezzo’ di oggi parlerò solo di questo. Ciò che ha detto ha mille implicazioni a livello regionale, infatti per quello che riguarda gli aspetti più nazionali ci sono i discorsi alla nazione che alcuni altri ministri faranno questa settimana (una assoluta novità).

Punti salienti

Nel discorso LHL ha parlato di forza della nazione e di altri pippotti (ma pochi bisogna dirlo) che qui non citerò, ma voglio sottolineare alcune cose:

– LHL ha decretato abbastanza esplicitamente la fine dei weekend a Hong Kong e Bangkok, annunciando che test e quarantene saranno il ‘new normal’, almeno fintanto che non ci sarà un vaccino a disposizione di tutti, ossia almeno un anno.
Spiegone: con la premessa che due giorni prima la Malesia aveva annunciato che renderà la vaccinazione obbligatoria per il Covid (probabilmente anche per i turisti), LHL ha detto che ci si dovrà abituare, sia per vacanze che per lavoro, a ‘inconvenienti’. Perché è importante? Perché sono abitudini dei Singaporesi, quelle di andare per brevi weekend all’estero, spendono e spandono per il piacere dei vicini. Con poche vacanze e comunque scaglionandole in mille brevi weekend lunghi, i locali dovranno ripensare non solo le vacanze, ma lo stile lavorativo per poter viaggaire per lavoro e per le vacanze stesse. Non e’ facile cambiare i paradigmi culturali. Ad ogni modo ci sono due cose importanti. Come detto i Singaporiani turisti e businessmen spendono moltissimo all’estero e questo avrà fortissimi effetti sui settori dei servizi turistici e business dei vicini, ma se la cosa era prevedibile, ciò che non ha detto è forse la cosa più importante: la Malesia, con cui esiste un’interconnessione totale o quasi con enormi dipendenze finanziare, familiari, economiche, etc., non era menzionata. Ci saranno, giocoforza, delle regole diverse. Vedremo.

– LHL ha anche decretato la fine dei viaggi low cost menzionandoli esplicitamente. A parte i voli low cost, settore bello che finito nell’area con al dipartita di tutte le compagnie low cost e di molti vettori nazionali (forse l’unica salva è Vietjet), la referenza era all’andare in ostelli, Airbnb (vietato a Singapore) e zone dove l’igiene non è garantito.

– LHL in geopolitica ha menzionato che molti paesi lotteranno (fight) sulla torta (pie) invece che condividerla, questo porterà molti attriti all’interno e verso l’esterno dei paesi interessati.
Questo è il punto che più mi ha dato da pensare. La necessità di mettere le mani avanti è cautela, ma ha purtroppo esplicitato una cosa che molti forse non vogliono accettare coscientemente: si rischiano guerre e scaramucce. Ai vari confini (chiusi) ci sono diverse manifestazioni in tutta l’Asia, mentre le economie più colpite dalla crisi rischiano il collasso sociale. Singapore farà di tutto per smorzare questi problemi dove e come potrà.

– LHL ha anche detto che Singapore ha messo in campo delle finanziarie (4 fino ad ora dall’inizio della crisi) che hanno messo sul piatto il 20% del PIL senza dover richiedere soldi al mercato o aumentare le tasse.
Spiegone: non c’è, solo tanta invidia.

– LHL ha parlato anche della geopolitica USA – Cina e ha annunciato la riapertura parziale dei voli per business con la Cina.
Spiegone: loro ci sono, sia diplomaticamente che come via di mezzo per il business.

– LHL ha anche spiegato che la città stato continuerà ad investire in innovazione e retraining, specialmente per quelle compagnie colpite dalla crisi che non potranno risollevarsi. Ha anche menzionato che i foreign talents verranno attivamente cercati mentre gli altri paesi si chiudono. Spiegone: non lasciano nessuno indietro perché eticamente ed economicamente controproducente; mentre l’import dei foreign talents continuerà ed aumenterà proprio perché il mercato lo permetterà, visto che molti top CEO, scienziati, etc., si ritroveranno senza lavoro, magari per essere rientrati nel paese d’origine.

Ultima nota: a LHL piacciono le camicie rosa, si è sempre saputo.

Spiegone finale: Singapore farà sue tutte le opportunità per crescere come potenza egemonica ma discreta nella regione. I vicini in difficoltà potranno contare su di lei ma il turismo se lo devono scordare. 
Non ha detto che ‘torneremo ad abbracciarci’. Meno male.

Nota: alle 11:15 Singapore Time, Lo Straits Times Index, la borsa, segna un +1.18%

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