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Rassegna Stampa Asiatica | 16 giugno 2020

Giulio B.
(@giulioenrico)
ASIA

E buongiornissimo! Caffè? 
Ok, mi odiate. Passiamo quindi alla lettura dei giornali e ai vari avvenimenti in quell’Asia mezza dimenticata in Italia, e cosa questi paesi vogliono che si sappia di loro attraverso i media in lingua inglese.

Myanmar

Le elezioni di ottobre si avvicinano e la lista degli elettori verrà pubblicata online. In periodo di crisi da Covid, in un paese non esattamente sviluppato, sono una sfida. Sono le seconde elezioni democratiche a livello nazionale. Parte del Parlamento è però riservata ai militari, come anche alcuni ministeri. Parlamento che sta a Yangoon, ex Rangoon, vero? Falso. La capitale del Myanmar è da ormai parecchio tempo la città di Nay Pyi Daw. Creata da zero dalla giunta militare in mezzo al paese, molti narrano, in occidente, che le strade enormi (anche a dodici corsie) siano un modo per creare piste di atterraggio per i militari in fuga ed altre amenità tipo bunker. Vi posso assicurare che sebbene la città sia ancora una cattedrale nel deserto o white elephant, elefante bianco in inglese, le strade non sono tali da permettere alcun atterraggio.

Elefante bianco…beh a Nay Pyi Daw c’è una pagoda, replica della più famosa pagoda di Yangoon. Alla base della stessa c’è un piccolo ‘zoo’ con alcuni elefanti bianchi. Vabbè, queste cose a parte, la città è davvero deserta, costruita a unità molto distanti, gli hotel sono per lo più chiusi e si attivano solo in alcuni casi. È un’esperienza strana, anche perché per entrare nella città (anche se non vi accorgete di essere in una città) c’è il posto di blocco militare. Chi vive a Nay Pyi Daw? I parlamentari, staff e la gente dei vari ministeri. La città quindi si anima solo la sera dove piccoli ritrovi si riempiono di gente (mercato notturno tra questi), e nel weekend si svuota totalmente perché la gente torna a casa (Yangoon), o via aerea (da qualche anno ci sono almeno 2 voli al giorno, prima erano 2 a settimana), o via autostrada.
Ah la notizia in merito è che le ambasciate sono ancora a Yangoon e non hanno intenzione di spostarsi come pianificato entro la fine del 2020.

Malesia

Nel ritorno a scuola, nei centri commerciali e luoghi di culto, saltano agli occhi due notizie importanti. Air Asia, colosso del low cost aereo in Asia ha messo in piedi con il ministero degli affari agricoli un portale piattaforma per collegare agricoltori e utenti, tagliando middle men vari. Cosa sta facendo? L’Uber dell’agricoltura. Diventano loro i middle men. L’altra notizia, sempre agricola, riguarda il durian, un puzzolente frutto prelibatezza locale. Il mercato sta affondando per mancanza di compratori (soprattutto cinesi), sia in Malesia che in Thailandia. Tuttavia pare che un agricoltore abbia ottenuto un durian da 12 kg. Un record (al massimo sono di 3). Le offerte non mancano, ma lui non se ne vuole separare. Ah sì, assicura di aver usato solo concimi organici. Mah…

Indonesia

Tragedia aerea. Un jet militare di fabbricazione britannica in volo su Sumatra ha mal funzionato ed è caduto su un palazzo. Il pilota si è lanciato col paracadute ed è finito su un tetto. Nella casa c’era qualcuno? Si sta cercando di capirlo. Nel frattempo, mentre le restrizioni diminuiscono, il numero dei contagi e dei morti sale. Eppure al contrario dell’India non pare vi sia l’intenzione di chiudere nuovamente. Mah.

Nuova Zelanda

E ora uno sguardo all’Oceania: la Nuova Zelanda registra il primo caso di Covid. È un cittadino britannico, ma quando sia entrato nel paese e chi abbia incontrato è il problema. L’uomo era stato autorizzato ad entrare con un congiunto nel paese perché un genitore stava morendo. Uno dei due mostrava dei sintomi ma disse che era una situazione normale (probabilmente rinite cronica): invece era positivo. Dodici giorni di quarantena e han chiesto di poter andare a vedere il genitore in punto di morte. Il paese è chiuso da mesi. Vi lascio con un piccolo suggerimento per chi volesse seguire le serie tv dei Kiwi: Wellington Paranormal. Prodotto da Taika Waitiki, quello di Jojo Rabbit per dire. La serie è uno spin off di un altro suo show ed è divertentissima. Humor british eh, e se non masticate l’accento kiwi, e se non avete idea di cosa sia, allora andate sul sicuro e usate i sottotitoli.

Le borse? Ah sì, le borse: il Nikkei giapponese fa un salto enorme e Singapore in positivo, nonostante i focolai cinesi abbiano portato insicurezza la tenuta di Wall Street e il run di Tokyo hanno dato ottimismo. Volatilità a palla.

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