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Perché per molti è difficile empatizzare con Meghan Markle?

Lo scorso 7 marzo è andata in onda negli Stati Uniti l’intervista di Oprah ai Duchi del Sussex, meglio noti come Meghan Markle e il principe Harry. Successivamente è stata trasmessa anche a livello internazionale; in Italia, abbiamo avuto modo di vederla su TV8 appena due giorni dopo.

Meghan e Harry hanno parlato delle difficoltà che hanno vissuto durante il loro periodo come working royals. Mentre Meghan ha parlato della sua salute mentale e del razzismo che ha subìto a palazzo, Harry ha spiegato la sua scelta di lasciare la famiglia reale per proteggere sua moglie e suo figlio. La coppia, infatti, ha annunciato all’inizio di quest’anno che si sarebbero ritirati definitivamente dai loro doveri reali.

Le dichiarazioni rilasciate, soprattutto quelle di Meghan, hanno suscitato reazioni piuttosto accese sui social. È impossibile non notare che molti, semplicemente, odiano questa donna: persone che l’accusano di essere falsa, un’arrampicatrice sociale e in disperata ricerca di attenzioni, una perfida manipolatrice.

L’influenza delle riviste scandalistiche

Purtroppo, molti di questi commenti vengono da donne, persino da quelle che si ergono paladine del femminismo e dell’uguaglianza.

C’è da dire, però, che la cultura del gossip promossa dai tabloid inglesi (e non) ha avuto un’influenza importante nella formazione dell’opinione pubblica. Le donne sono state a lungo le principali lettrici di riviste scandalistiche, testate che prosperano grazie ad articoli con titoli sensazionalisti e notizie non fedeli alla realtà, punti di vista ipocriti e immagini fuori contesto, che però attraggono lettori facendo leva sull’aspetto emozionale. Come viene mostrato nell’intervista, i giornali inglesi hanno sempre trattato in modo diverso Kate e Meghan, elogiando la prima e mettendo in cattiva luce la seconda (Kate si tocca il pancione? Una donna materna. Meghan che tocca la sua? Vanitosa e in cerca di attenzioni).

Credits: buzzfeed.com

Il ruolo di Piers Morgan

Uno dei giornalisti più aggressivi nei confronti di Meghan Markle è sempre stato Piers Morgan, soggetto che lei non ha menzionato nell’intervista con Oprah, ma che è ben noto per i suoi articoli e servizi particolarmente rancorosi nei confronti delle celebrità (perlopiù donne) che osano criticarlo pubblicamente per il suo comportamento poco professionale, o che più semplicemente hanno la “colpa” di esistere. Spesso utilizza anche i social media per attaccarle, arrivando a fare pure commenti meschini e body shaming.

Ma come si sono conosciuti Meghan e Piers? Stando a ciò che ha raccontato Morgan sul Daily Mail Online, Meghan Markle gli avrebbe inviato un messaggio privato su Twitter nel 2015 dopo aver iniziato a seguire lei e altri membri del cast della serie TV Suits. In seguito, pare che abbiano continuato a sentirsi per diversi mesi, fino al giugno 2016, quando Meghan avrebbe suggerito di incontrarsi durante il suo soggiorno a Londra. Quindi, sembra che si siano visti per un aperitivo alla Scarsdale Tavern di Kensington; dopodiché, lei ha preso un taxi e si è diretta a una cena che aveva già in programma in un club di Mayfair, evento al quale ha incontrato Harry per la prima volta, sempre secondo la ricostruzione di Piers Morgan.

In seguito all’annuncio pubblico della relazione di Meghan e Harry, inizialmente Morgan l’ha difesa contro gli attacchi degli altri tabloid (le menti più maliziose potrebbero pensare che avesse il doppio fine di riconquistarla), ma i toni sono drasticamente cambiati dopo il matrimonio.

“Meghan Markle è una spietata attrice e arrampicatrice sociale che ha ottenuto il ruolo della sua vita ed è determinata a trarne vantaggio il più possibile”, ha scritto Morgan sul Daily Mail poco tempo dopo le nozze. Da allora, è stato costantemente addosso a Meghan Markle e ha scritto più di 30 articoli sul Daily Mail nel corso degli anni, in cui l’ha insultata e ha diffuso falsità sul suo conto.

Dopo l’intervista di Meghan e Harry con Oprah, Piers Morgan ha persino avuto l’audacia di condividere la sua discutibile opinione a Good Morning Britain (opinione che nessuno dei co-presentatori presenti ha assecondato), mettendo in dubbio le rivelazioni che sono state fatte dalla coppia, comprese quelle del razzismo di alcuni membri della famiglia reale le preoccupazioni di Meghan per la sua salute mentale: “Mi dispiace, non credo a una parola di quello che dice. Non le crederei nemmeno se mi leggesse un bollettino meteorologico”. Quando il suo co-conduttore Alex Beresford ha criticato Piers Morgan per il suo trattamento nei confronti della coppia reale, Morgan ha abbandonato lo spettacolo uscendo dallo studio.

Il riscontro in Italia

Dunque, non sorprende il fatto che tale contesto abbia condizionato il riscontro che l’intervista ha avuto anche sugli spettatori italiani. Ma non è tutto.

Avendo un background culturale in comunicazione e mass media, non ho potuto fare a meno di notare quanto il doppiaggio italiano abbia contribuito a distorcere la percezione che il pubblico ha avuto di Meghan Markle. Alcuni spettatori hanno notato che suonava finta, costruita, come se ci fosse un copione. E in un certo senso era effettivamente così: quella che sentivamo, appunto, non era Meghan che parlava spontaneamente, ma la doppiatrice che recitava la traduzione dei dialoghi. Sembra un dettaglio ovvio e scontato ma non lo è, anche perché in queste condizioni diventa difficile farsi un’opinione priva dell’influenza della prima impressione. Mettiamoci pure il fatto che è un personaggio pubblico con una carriera di attrice alle spalle, con tutti gli stereotipi che comporta, ed ecco che lo spettatore medio associa inconsapevolmente il concetto di falsità all’immagine di Meghan.

In quell’ora e mezza sono state affrontate molte questioni, ma sicuramente le più gravi sono il razzismo e il rifiuto da parte dell’istituzione di trovare un aiuto professionale a Meghan quando lo ha chiesto, confidando di essere preoccupata per la sua salute mentale. Questioni importanti delle quali non si parla mai abbastanza, nemmeno in Italia, perché è un Paese dove si nega l’esistenza del razzismo o addirittura lo si giustifica, e la salute mentale è ancora un forte tabù. Non a caso, le testate italiane non si sono soffermate molto su questa parte dell’intervista; è già tanto se l’hanno accennata. Poteva essere un ottimo spunto per cercare di abbattere i pregiudizi intorno alla salute mentale e alla psicoterapia, che ancora oggi non viene presa sul serio e viene vista come qualcosa a cui ricorrono le “persone deboli“. Piuttosto, hanno preferito concentrarsi su come Meghan Markle abbia “sparato a zero” sulla corona inglese.

L’ottusità e la superficialità degli spettatori

Se ad affrontare questi argomenti, poi, è una famosa attrice americana sposata con un principe, apriti cielo. “Sapeva a cosa andava incontro”, come a voler dire che è colpa sua, che doveva prevedere cosa sarebbe successo. Sembra quasi che, agli occhi degli italiani, i problemi e le sofferenze sono validi solo se vivi alla soglia della povertà, sei brutto e solo. Ed è proprio questo il problema.

Il pubblico non ha visto una giovane donna rinunciare alla propria indipendenza e alla propria carriera per amore, senza sapere che avrebbe passato la maggior parte del tempo chiusa tra quattro mura perché così le è stato imposto. Non riesce a capire cosa significa sapere che, ogni giorno, c’è qualcuno che diffonde cattiverie sul proprio conto. Non sa quanto sia difficile ammettere a se stessi di non voler più vivere, di chiedere aiuto a chi ti ha promesso sostegno e protezione, e di vederselo negare per evitare di far apparire debole l’istituzione che rappresenta la famiglia. Ma, cosa ancor più grave, ha contestato le accuse di razzismo e la sofferenza di una persona che l’ha portata a prendere seriamente in considerazione di togliersi la vita.

La gente si è fermata all’apparenza. Ha visto Meghan, giovane e bellissima, e suo marito, membro della famiglia reale, seduti in un magnifico portico insieme a Oprah, celebre e acclamata conduttrice americana; e ha deciso che, a causa di questo delizioso quadretto, non poteva essere vero ciò che la coppia stava raccontando. Ha stabilito che Meghan è una perfida manipolatrice e Harry è una povera creatura soggiogata dal suo fascino; secondo loro, era tutto un piano della maligna Meghan sin dall’inizio.

Ma facciamo finta che sia vero. Fingiamo, per un attimo, che corrispondano a verità le assurde teorie secondo cui Meghan Markle avrebbe messo in atto un piano malefico e avrebbe voluto allontanare di proposito Harry dalla famiglia reale (per non si sa bene quale motivo, i complottisti di internet non lo spiegano). Potremmo, in tutta onestà, biasimarla per aver cercato di distruggere una famiglia che rappresenta l’istituzione colonialista per eccellenza, nonché una forma di governo ormai anacronistica? Io, no. Anzi, probabilmente avrebbe la mia stima.

L’analisi dell’esperta di linguaggio del corpo Patti Wood

Guardando l’intervista in lingua originale, ne ho avuto la conferma: senza il doppiaggio è possibile percepire la sua autenticità e le sue reali emozioni. Autenticità ed emozioni che sottolinea anche Patti Wood, esperta di linguaggio del corpo e autrice di Snap: Making the Most of First Impressions, Body Language, and Charisma.

La Wood fa notare come, all’inizio dell’intervista, emerge un desiderio da parte di Meghan di proteggersi dal giudizio del pubblico: “Incrocia [le gambe] lontano dal pubblico (…). Ha le mani in grembo. Questo significa proteggersi da un attacco percepito alla sua identità e femminilità”. Il timore di essere giudicata non riguarda solo l’opinione pubblica, ma anche la regina. Infatti, Patti Wood sostiene che il linguaggio non verbale di Meghan lascia trasparire una complessità di emozioni nei suoi confronti: nonostante stesse parlando bene di lei, rievocando ricordi sereni, in realtà la gestualità e le espressioni rivelavano una certa conflittualità (del resto, durante la stessa intervista, sia Meghan che Harry hanno più volte confermato che i membri della famiglia reale hanno voltato le spalle a entrambi nei momenti di difficoltà, persino dinanzi alle minacce di morte).

Credits: marieclaire.com

Come continua a confermare l’esperta, erano autentici anche il dolore e la paura che Meghan provava mentre denunciava il razzismo nei suoi confronti e del figlio Archie da parte di alcuni membri della famiglia reale. Così come la sofferenza nel rivelare che era preoccupata per la sua salute mentale e aveva pensieri suicidi: “Sta cercando di sopprimere i ricordi di quel periodo orribile. Quando ha pianto, erano lacrime vere”, afferma Patti Wood.

Harry, d’altra parte, sembrava rassegnato, rattristato dal fatto di non essere in grado di proteggere la sua famiglia. La Wood spiega: “Se guardi Harry, vedrai che ha la mano e il braccio per proteggere la sua mascolinità. Vedrai come ha sentito fino in fondo e attraverso il suo corpo la mancanza di sostegno della famiglia, da quanto sia accasciato e piantato il suo corpo, quanto sia collassato”. Infatti, lo stesso Harry ha condiviso con Oprah una delle sue più grandi paure, ovvero quello di vedere la storia ripetersi, precisando che si riferiva a sua madre Diana Spencer.

Per fortuna, però, Meghan ha avuto il supporto e l’amore di suo marito e sono entrambi usciti dall’incubo (a differenza, purtroppo, di Diana). Harry non è stato soggiogato da nessuno, né è un burattino nelle mani di Meghan come molti insinuano. Piuttosto, è un uomo rimasto fortemente traumatizzato dalla prematura morte della madre, e dalle sofferenze che i mass media e la famiglia reale le hanno inflitto. Probabilmente ha sempre voluto allontanarsi da quella vita; aveva solo bisogno di qualcuno che lo salvasse. Come ha detto Meghan Markle alla fine dell’intervista, si sono salvati a vicenda.

Cover image by Mark Jones is licensed with CC BY 2.0. To view a copy of this license, visit https://creativecommons.org/licenses/by/2.0

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