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One Eye on OceanAsia: political chaos in Fiji and Malesia

Giulio B.
(@giulioenrico)
ASIA

Oceania

Prima un po’ di notizie dall’Oceania…direte voi ‘perché la metti assieme all’Asia?’ Perché, escludendo le Hawaii, dall’Asia dipendono e nel caso dell’Australia, in gran parte di questa terra dei canguri, esercita il suo potere geopolitico. Il mondo è uno.

Australia

Benché nell’aria da un po’ vista la crisi, il PAS Group, proprietario di tanti marchi e di più di un paio di centinaia di negozi di retail, ha dichiarato bancarotta. Quindi migliaia di persone a casa, indotto escluso. Nel frattempo gli stati vanno abbastanza per conto loro: a Victoria, popoloso stato del sud Australia, davanti alla Tasmania e con Melbourne, chi dovesse andare al lavoro si prende una bella multa. Not safe, not just yet.

Nuova Zelanda

Una settimana senza neppure un caso, ed è pressoché l’unica nota degna di importanza. E non perché non facciano test.

Fiji

Mentre il partito d’opposizione viene sospeso, gettando tutto nel caos, la Fiji Airways (che ha tagliato la workforce del 50%) si trova a scontrarsi con l’opinione pubblica ed, ovviamente, i sindacati. Si spera che alla travel bubble con Australia e Nuova Zelanda si possa aggiungere Singapore, che è in inizio di discussioni per una travel bubble con la Nuova Zelanda. Sarebbe tanto turismo e tanti investimenti.

Asia

Ora un po’ d’Asia.
Persi nel caos morale, etico e geopolitico di Hong Kong, qualche notizia è scappata dal radar ma merita di essere ripresa oggi.

Mongolia

Il numero dei positivi aumenta di 13 unità, portando il conto a 161 positivi in totale. Numeri piccoli ma bisogna capire le capacità limitate del paese nel testing. L’aumento giornaliero è in percentuale molto alto.

Thailandia

In Thailandia si pensa a fare qualche fusione tra le compagnie low cost. La Thai Air Asia (la Air Asia registra una compagnia diversa in ogni paese a causa delle mille restrizioni nazionaliste) pianifica qualche fusione ma non dicono ancora con chi. Hanno ben chiaro che il turismo sarà prima di tutto interno e poi regionale. Gli europei torneranno non prima di due anni. C’è anche una cosetta interessante che gira per i media indiani: una supposta protesta contro il re. La cosa non ha senso perché non pare essere una vera o diffusa protesta e i Thailandesi sono comunque devoti alla monarchia, anche se stanno all’estero (come il re che vive da sempre in Bavaria), ma ciò che importa è che gli indiani si stiano intromettendo nella stabilità del vicino. Degno di nota è che il Bangkok Post e la popolazione sono molto sensibili al fatto che causa povertà: 700mila bambini sono fuori dal sistema educativo (National Economic and Social Development Council). Un numero mostruoso che ai thailandesi fa orrore.

Singapore 

La città-stato pensa a un piano di recupero che vada tra i 5 e i 10 anni, e ne parla il vice primo ministro, colui che, quando verranno fatte le elezioni (prossime), dovrebbe diventare il primo ministro. Lee Hsien Loong diventerà Senior Minister. Nel frattempo Infrastructure Asia, un ramo di investimenti nell’area del governo, punta al Myanmar. Il lockdown sta pure per finire, quindi sarà una cosa progressiva. Vedremo come andrà, ma gli ultimi positivi sono tutti attesi e nessuno da persone ‘random’.

Indonesia

Il paese è prossimo alla riapertura, ma come e quando non è ancora noto. La quarantena dovrebbe finire il 4, ma segnali politici nazionali e regionali sono contrastanti: alcune regioni sono totalmente incapaci di tenere il lockdown, altre stanno iniziando a testare e il governo parla di nuova normalità e visita malls mentre il governatore di Jakarta vuole aspettare di vedere i dati di venerdì per capire se e come riaprire. In realtà é più un’accettazione dello status quo: a Jakarta infatti la gente pare fare un po’ i cavoli che vuole; al di fuori pure eh, ma va sottolineato che i dati di un venerdì non tengono conto del recente Eid Al-Fitr e le relative mass migration tra regioni, shopping in strada (i mall sono per lo più chiusi). Insomma tutto molto nebuloso. Il traffico è però riniziato nella capitale, segno che qualcosa economicamente si muove. Ad ogni modo nel primo trimestre la vendita di case piccole medie e grandi è stata: -26.09%, -34.39% e -41.01% rispettivamente.
Trimestre eh, a parte Marzo effetto COVID non c’è e sono circa valori doppi rispetto all’ultimo trimestre del 2019. Brutte nuvole di tempesta sul mercato immobiliare.

Filippine

Stanno coprendo cliniche underground, cliniche cinesi dove malati e anche i positivi al COVID vengono curati con metodi tradizionali cinesi, pseudo medici e medicine non identificate. Tutto senza notificarlo alle autorità. Brutta storia ma che probabilmente dovrebbe svegliare tutti noi su cose che sicuramente stanno succedendo ovunque e che riguardano anche persone positive al COVID.

Malaysia

Quattro politici di spicco e l’ex primo ministro sono stati cacciati dal loro partito che lo stesso ex PM aveva aiutato a creare e portare a vincere le ultime elezioni. La notizia è politicamente enorme.

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