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One Eye On OceanAsia: Austraiellasia

Giulio B.
(@giulioenrico)
ASIA

Ed eccoci qua a Martedì.
Ad ogni modo, buon caffè ed eccovi come si sveglia l’oriente del mondo.

Oceania

Alle Fiji brutte notizie. La Fiji Airways, principalmente sotto Qantas, ha licenziato metà del suo staff. Gli altri subiranno un taglio del 20% e verranno pagati solo quando lavoreranno, una tragedia enorme per il settore che tuttavia ha buone prospettive con la bolla di viaggio con Australia e Nuova Zelanda. In bocca al lupo. Sono brava gente ed hanno un amore sconfinato per il loto habitat.

In Australia, la terra dei canguri e di una serie infinita (apparentemente) di sfighe galattiche negli ultimi tempi, qualche rogo sembra tornare a fare capolino, ed è quasi inverno. La costa ovest (Perth) e’ stata sconquassata da una “once in a decade storm”.
Politicamente invece Scott Morrison, il primo ministro, annuncia che riaprire l’economia sarà meno semplice di chiuderla. Ma no? Sembra banale vero? ma visti i comportamenti di tante persone mi pare ormai chiaro che dare per scontato l’uso del cervello sia sovrastimare l’homo sapiens.
Altre notizie, il China Daily decide di twittare contro l’Australia: abbastanza infantile, mostrando gli USA come Don Chisciotte e l’Australia come Sancho Panza inviato a caricare contro i mulini a vento. Ora, non solo il China Daily scrive su un social proibito in patria, non solo il fatto che la metafora del mulino a vento la sminuisce, ma chiaramente implica che il giudizio della commissione d’inchiesta le sarà sfavorevole. Si dimentica quindi che in democrazia un processo non implica la colpevolezza dell’imputato. Ma come dargli torto, a quello sono abituati e con quei metri di misura si cimentano con il mondo.

Asia

In Myanmar continuano le richieste e la concertazione tra gruppi armati ribelli ed esercito per aiutare le popolazioni colpite direttamente ed indirettamente dal COVID. Una cosa impensabile con il nostro modo di vedere eserciti e gruppi ribelli, ma forse dovremmo semplicemente capire che il mondo ruota e non certo attorno a noi. Sono nati ed hanno iniziato ad attivarsi i grupp Food No Bombs a copia di quelli nati in America negli anni ’70. Lo spirito del popolo Myanmarese e’ incredibile, molto occidentale e fa a pugni con l’idea estremista e razzista che a volte i media danno, super semplificando il fatto che il paese è sottosviluppato e sta uscendo da decenni di dittatura e repressione.

La Thailandia invece entra nella corsa al vaccino anticovid, sperando di crearne uno più economico. Lo scopo è sicuramente elevare le capacità medico scientifiche del paese, già noto in Asia come health hub. Se ci riuscissero, e non vedo perché non dovrebbero, sarebbe un colpo incredibile. I trial sulle scimmie sono andati benissimo e la ricerca è accademica. Notevole.
Si parla anche di un trend immobiliare dove le case includono 3 generazioni: è una cosa già vista a Singapore e che nella città stato ha funzionato parzialmente vendendo appartamenti contigui ma non comunicanti e con lo sconto per gli anziani. In Asia ci si sposa e si entra a far parte della famiglia del marito (che è quella che dovrebbe andare a vivere vicino o con).

Nelle Filippine si stima che i migrant workers filippini che hanno subito gli effetti economici del COVID siano 2.7 milioni. Un numero spaventoso che ricorda come le remittances (soldi guadagnati all’estero che vengono regolarmente mandati alla famiglia in patria) siano un motore dell’economia di molti paesi e che, venendo a mancare, porteranno enormi problemi anche sociali.
Forse l’effetto della mancanza di questi soldi dall’estero forzerà molti ad upgrade, corsi, etc. Molti semplicemente vivevano di rendita grazie al cambio favorevole. Vedremo.

Il trattamento dei migrant workers e della salute degli immigrati irregolari entra nel dibattito a Singapore (per migrant workers) e in Malesia (entrambi). Realismo.

In Giappone invece un segnale della crisi è che i primissi meloni in commercio sono stati venduti all’asta per 1/40esimo del prezzo dell’anno scorso. All’Asta? Sì, nel paese del Sol Levante le primizie sono pagate carissime, come la frutta in generale. Prezzo? 120 mila yen quest’anno (circa 1000 euro).
Bocca spalancata eh? Ed è 1/40esimo del prezzo dell’anno scorso.

In Indonesia? Nel paese che ancora combatte il COVID, testando poco e ormai prossimo a riaprire, le foto degli assembramenti e delle celebrazioni dell’Idul Fidri ad Aceh non vanno giù alla popolazione. Aceh è una provincia, stato, regione, molto indipendente e vige la sharia. In teoria le leggi statali dovrebbero prevalere ma la paura del ritorno dell’insurrezione armata lascia ai potenti locali la forza di fare quello che vogliono. Le moschee ad Aceh erano quindi piene. Le arrabbiature vengono dal resto del paese, dove i musulmani hanno rispettato le leggi e le richieste degli imam di stare a casa, una cosa dolorosa per un fedele. Vedere che altri se ne sono fregati sta facendo girare i cosiddetti a molti, anche perché ora molti low skilled job seekers (in house maid, drivers, etc.) arriveranno nelle grandi e ricche città proprio da Aceh, provincia molto povera in generale. Porteranno il virus? Molto probabile.

Notizia di business, la Bangkok Bank, dopo lunghe trattative, ha concluso l’acquisto del pacchetto di maggioranza del Permata Bank, una grossa banca indonesiana. Farlo ora vuol dire vedere una grossa occasione. C’è da dire che le banche thailandesi hanno una buona liquidità.

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