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L’istruzione asiatica tra soldi e ranking universitario

Giulio B.
(@giulioenrico)
ASIA

Come ci svegliamo oggi? Con i giornali asiatici che parlano tutti di una cosa: il ranking universitario. Che importanza ha? Tanta.
Ma prima andiamo con un breve riassunto di cosa è successo, o meglio cosa viene riportato dai media.

Singapore

A Singapore si provano e testano nuove cure per il Covid: non sembrano molto ‘interessanti’ nell’immediato ma danno un know-how al paese che è notevolissimo e veramente di frontiera. Il mercato immobiliare invece starebbe dando segni di ripresa ma forse solo a causa del fatto che si possono chiudere i contratti in essere. Quello degli affitti invece fornisce un outlook molto brutto: i nuovi contratti sono scesi e di molto, ovviamente per via della mancanza di stranieri. Le prospettive sono pure peggiori. Molti sono tornati nei paesi d’origine, le compagnie potrebbero non rimandarli, e sebbene molti degli affitti essendo di lungo termine siano stati già pagati, quando questi finiranno, finirà anche la disponibilità finanziaria dei possessori di case. Quindi? Quindi, essendoci una enorme classe media che mette i soldi in case, per questi sarà un problema. Soprattutto se usavano i soldi degli affitti per i mutui.

Filippine

Il foreign trade delle Filippine? Crollato del 60%. Tempi durissimi per Duterte.

Thailandia e Malesia

I due paesi puntano al turismo locale (“meglio che niente” è l’approccio), cercano di capire come facilitare l’influsso di lavoratori stranieri (principalmente da Cambodia, Myanmar e Bangladesh).

Indonesia

Il degente del sud est asiatico mostra ogni giorno un aumento dei casi del 20% di casi di…? Di Covid. Effetto dell’Hari raya, la celebrazione post Ramadhan. Tra 10 giorni vedremo quello dell’allentamento delle misure di lockdown. La vedo nerissima.

Educazione in Asia

Ora il settore dell’education in Asia. Chi sono i players: UK e Australia principalmente. Le loro università vendono i programmi, da master a bachelor a corsi che noi chiameremmo nient’altro che corsi ma che spacciano per titoli importanti, in tutto il sud est asiatico. Questi corsi a che target si rivolgono? Beh alla middle class. La medio alta può permettersi di mandare i propri figli a studiare all’estero, ma la middle low non ha i soldi e risorse per poter garantire un visto alla prole, quindi per questi ultimi c’è l’offerta nel proprio paese. Come avviene? Con due modalità: o attraverso un’agenzia locale o portando gli studenti nel paese suddetto (UK o Australia). Sono due target differenti ma con scopo identico: fare soldi e fare influenza geopolitica a medio e lungo termine, predisponendo la middle class verso il paese dell’offerta. 

Strano? No perché anche quelli che fanno il corso di bachelor australiano nel loro paese si innamorano di questi stranieri che vengono, fanno, danno lezioni, sono dinamici e disegnano un sogno. Che paesi sono interessati (passivamente) da questo enorme mercato? Tutto il sud est asiatico. Con, forse, la parziale eccezione di Singapore, cui università ormai sono diventate polo di attrazioni per le classi molto abbienti dell’area, dato anche il loro mediamente alto ranking universitario. Ma, come vedete, si posizionano per un’altra fascia di mercato. Alcune università cinesi provano ad attrarre laotiani ma non funziona. Se sei figlio di pezzi grossi finisci a Singapore. Anche il Giappone e la Corea (del Sud) provarono qualcosa del genere, ma la scarsezza in lezioni in inglese rappresentò un enorme ostacolo.
Quindi? Quindi capite l’importanza del ranking universitario, pubblicato con pagine e pagine in tutti i giornali asiatici. Anche come pubblicità delle università e delle agenzie.

Qui puoi leggere tutta la rubrica One Eye on OceanAsia

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