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L’India rischia di essere il nuovo focolaio mondiale

Giulio B.
(@giulioenrico)
ASIA

Partiamo con cosa è successo in Oceania!

Nuova Zelanda

La Nuova Zelanda ha vinto sul virus, ormai lo sappiamo. Anzi no, non lo sappiamo perché leggo di interviste e sondaggi dove si dice che Conte è stato il miglior leader MONDIALE. Santinumitutelari, MONDIALE. Io veramente a volte non saprei cosa dire ai miei connazionali se non “mi date il vomito, voi e la vostra ignoranza. Foste agricoltori nell’entroterra cambogiano amen, capirei; ma in Italia no.” Comunque guardate i tanti video online dei party scattati alla mezzanotte a Wellington e Auckland. Non vi aspettate scene di massa eh: non per rispetto a protocolli che non esistono più (livello 1 vuol dire tutto normale), ma semplicemente è che i neozelandesi sono già pochi nel weekend, se poi pensate all’orario….vabbè.

Polinesia

Ora un po’ di Polinesia. Che non è uno Stato ma un’aggregazione geografica molto Alaska di tante nazioni oceaniche insulari.
“Quest’anno per la prima volta non andrò in vacanza in Polinesia causa Covid. Gli altri anni era per mancanza di soldi.” Battute a parte, c’è un’enorme storia di indipendenza accademica alla Università della Polinesia del Sud che sta andando avanti da giorni e che rischia di vedere la gran parte dello staff dimettersi in massa. Cosa vi interessa? Come vedete non vi ho dato dettagli, perché? Perché il mio scopo è solo farvi capire che i discorsi sui diritti, le proteste etc sono simili in tutto il mondo. Siamo tutti essere umani.

Myanmar

Mancava da un po’. Con le elezioni sempre più vicine e il gradimento di Aung San Suu Kyi sempre elevato, il paese lotta per ripartire. Chi sta in quarantena, spesso lavoratori che dall’estero son tornati, si annoia. Beh un asiatico annoiato cosa fa? Vai di stereotipi…. gioca e scommette. Ne beccano giornalmente, e non solo nell’ex Birmania. Niente roba assurda alla Al Capone, gente seduta in panchine e fermate di autobus che scommette su tutto, magari gioca a dadi, a carte o a Mahjong.

Malesia

Qui il governo, in bilico o no dipende dai giorni, ha deciso che i Rohingya che dovessero arrivare illegalmente in Malesia (solitamente lo fanno con barconi improvvisati) verranno rispediti in Bangladesh, dove il business dei rifugiati va alla grande. La solidarietà si ma non a casa mia, aiutiamoli a casa loro o altrove… suona?

Thailandia

Vi avevo detto di un attivista che si era auto-esiliato in Cambogia e che era sparito. Le autorità di Phnom Pehn negano di averlo mai arrestato. Non si sa dove sia. Ora la polizia thailandese ha deciso di vederci chiaro dopo tante pressioni. Vedremo. Nel frattempo la pandemia ha permesso di riscrivere alcune regole di convivenza civile e tutte le spiagge piano piano si adattano al waste 0.

Vietnam

Il free trade agreement con l’Unione Europea sta per travolgere l’economia vietnamita. Grossi piani di import/export e, soprattutto, un cambio radicale dei diritti dei lavoratori e in particolare di quelli minori (a volte troppo giovani). Un’altra cosa che il Vietnam pianifica è di rendere l’economia digitale importante per il 20% del PIL entro il 2025. Vero, oggigiorno si fa un gran parlare di smartworking, e ben presto si tornerà molto alle vecchie pratiche, ma un minimo di cambiamento è iniziato ed i paesi dinamici come il Vietnam non se lo lasciano sfuggire. Ah, per la World Bank sarà il paese asiatico con la maggior crescita del PIL nel 2020. Si discute anche dell’introduzione dell’educazione sessuale nelle classi. I millennials sono molto, molto nell’oscurità nel tema. Gli aborti vengono visti come anticoncezionale invece del preservativo (che non è noto) e molte malattie si propagano. Come mai? perché è un paese ancora profondamente comunista, conservatore e nessuno tra familiari, amici o insegnanti parla di questi temi. Quindi i ragazzini, che nel benessere conquistato dai genitori, han trovato tempo da usare per le relazioni umane invece che a combattere l’invasore o a cercare di portare a casa la pagnotta, han davvero bisogno di una seria mano d’aiuto. Ah sì, il test Covid vietnamita ha avuto l’approvazione alla vendita in EU.

Bangladesh

Non è una new entry, vi ho già detto che la Malesia vi rimanderà i Rohingya (sì quelli che vengono dalla ex Birmania. Qui per combattere il Covid ai poliziotti fa fare Yoga la mattina prima di iniziare il turno. Vabbè.

Laos

Del piccolo paese landlocked si sa poco, è poco aperto al mondo e pochi media se ne occupano, qualcuno dei vicini ma solo qualche volta. Sorprende vederlo nelle news, e stavolta non è da meno. Il Giappone infatti manderà un buon 15 milioni di dollari al paese per la gestione del Covid, di cui dicono di essere ormai liberi. Come si legge la cosa? Influenza regionale anticinese, di cui il piccolo stato è quasi un vassallo.

Cambogia Timor Leste

Il piccolo paese ex territorio indonesiano da poco ha compiuto 20 anni ed è intenzionato ad attrarre i capitali cambogiani. Vi giuro che non la capisco.

India

Il gigante. Modi ha fatto del nazionalismo indu il suo forte. Pensava di poter attuare simili approcci nazionalistici anche nel caso della pandemia, con azioni mirate e draconiane misure di vincere la sfida col Covid. Sembra che non ci abbia capito poi molto. Il suo paese, esclusi alcuni stati che sembrerebbero andare bene, non riesce ad uscirne, anzi. Solo oggi 10 mila positivi, pur con le limitazioni di test. E il lockdown è stato alleggerito. Attenzione perché la più grande democrazia del mondo rischia di essere anche la più grande culla del virus e possibili mutazioni.

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