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Lincoln Project, quando i Repubblicani votano democratico

La nascita del Lincoln Project segna un altro segnale di un anno difficile per Donald Trump: la gestione del coronavirus e la repressione delle rivolte antirazziste hanno assottigliato la lista dei suoi alleati, anche tra le fila del suo stesso partito.

Michele Cagnini 

Toscano in odor di Romagna, appassionato studente di politica, storia e tutte quelle cose noiose che ti assicurano di non andare mai oltre il primo appuntamento.
Bologna 

Se si apre YouTube e si prova a digitare “Lincoln Project” ci troveremo davanti ad un canale con all’incirca 500.000 followers che posta più o meno quattro video a settimana. Video accattivanti, provocatori ed estremamente ben fatti, che in comune hanno una sola cosa: sono tutti contro l’attuale Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.  

Ma chi si cela dietro questa enorme operazione di propaganda, i Democratici? Qualche potenza straniera?  Il socialismo? Niente di più sbagliato, si tratta solo dei Repubblicani. 
Proprio così, Trump e il “trumpismo” non sono ben visti da tutti, nemmeno a destra, così un gruppo di importanti rappresentanti del partito ha deciso di distaccarsi dalla linea ufficiale: ma per capirne il motivo dobbiamo per un momento tornare indietro e analizzare la storia del Partito Repubblicano.  

Il “Republican Party” nasce nel 1854 riunendo federalisti, libertari ed esponenti radicali, tutti uomini di sicura fede antiautoritaria e democratica: uno di questi esempi è, per l’appunto, Lincoln che ha combattuto strenuamente per i diritti degli afroamericani in un momento storico in cui i democratici erano tutt’altro che progressisti. Il partito assunse poi con il tempo connotati sempre più conservatori, in particolare dal secondo dopoguerra sotto le presidenze Truman e Eisenhower quando il comunismo diventò il peggior nemico degli Stati Uniti. Nonostante tutto, però, temi come diritti e libertà individuali sono ancora molto sentiti da alcuni suoi esponenti, gli stessi che non vedono bene un presidente che strizza l’occhio a suprematisti bianchi e neo-nazisti o che si è lasciato più volte andare in dichiarazione sessiste e misogine. 

I fondatori del Lincoln Project fanno tutti parte di quest’ala del partito, più moderata e liberista. Così anziché votare e fare campagna elettorale per Trump hanno deciso di appoggiare Joe Biden: un uomo rassicurante, centrista e squisitamente liberale, requisito che non guasta mai per piacere all’opinione pubblica. Noi siamo abituati a pensare alla politica statunitense come ad un sistema bipolare dove ogni polo è monolitico, con tutti i repubblicani da una parte e tutti i democratici dall’altra, invece spesso e volentieri gli elettori cambiano schieramento in base al candidato. Come traspare da alcuni loro video infatti, gli uomini e le donne del Lincoln Project, hanno come ispiratori sia democratici che repubblicani (purché rigorosamente neo-liberisti): Reagan, Clinton, Bush e addirittura Obama. Trump oltre a rappresentare l’ala decisamente estremista dei teocon (conservatori religiosi), viene attaccato anche per la pessima gestione degli eventi che hanno colpito gli Stati Uniti in questi mesi (primo fra tutti la pandemia da coronavirus), oppure per i numerosi scandali in campo giuridico (il caso Epstein per esempio).

lincoln project
Alcuni dei fondatori del progetto, in ordine Rick Wilson, Steve Schmidt e George Conway (inoltre, Conway è anche il marito della stratega di Trump, Kellyanne, che si è dimessa in questi giorni)

Fondatori e partecipanti a questo progetto sono tutti politici ed esperti di comunicazione, hanno lavorato alle campagne elettorali di altri candidati Repubblicani come John McCain o Arnold Schwarzenegger e guardando uno qualunque dei loro video ce ne accorgiamo molto bene. Questi video non solo eccellono nella missione di presentare Trump come un farabutto buono a nulla, ma fanno addirittura sembrare Biden un candidato esemplare facendo leva sul suo modo di fare sicuro ed empatico, da padre di famiglia e sulla sua retorica patriottica. Questa tecnica sembra funzionare visto che la pagina cresce a vista d’occhio, con una media di 3000 nuovi iscritti al giorno.

Questo gruppo di Repubblicani delusi potrebbe essere fondamentale per la vittoria di Biden, forse anche più utile di molte frange della sinistra radicale democratica, che, nonostante l’endorsment da parte del loro candidato, potrebbero decidere di astenersi e non prendere parte ai giochi dell’establishment. 

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