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“Le ricette della signora Tokue”: un libro inno all’amicizia

Contributo culturale con libro e film della settimana. Ho ricevuto i vostri commenti e mi felicito per l’enorme credito che date alle mie scemenze online. Bene. Quindi eccovi un’altra cosetta, su cosa leggere e cosa guardare. Anche questa volta le due cose coincidono.

Le ricette della signora Tokue

“Le ricette della signora Tokue”, di Durian Sukegawa. Sì, sempre Giappone. È il paese culturalmente più attivo in fondo e il libro che come vedete ha un titolo Italiano (e di cui spero di avervi già parlato) perché finalmente tradotto in inglese è “Sweet Bean Paste” e il film, del 2015, è semplicemente Sweet Bean. Come molti libri giapponesi non ha una struttura occidentale e ciò ci permette di sorprenderci. Non voglio dirvi nulla della trama per ora (dopo ci sarà lo spoiler alert, tranquilli) ma vi suggerisco un approccio mentalmente aperto, cercando di capire quale messaggio stia cercando di veicolare lo scrittore.

Scena del film “Sweet Bean”

Prima il libro. Poi il film.

E ora lo spoiler alert. SPOILER ALERT! Il libro all’inizio sembra trattare dei problemi finanziari/culinari del protagonista apparente. Un uomo che per devozione e necessità continua a produrre un particolare dolce giapponese. Un giorno compare una signora anziana che, come tante donne giapponesi, è molto educata, rispettosa e sta sulle sue. Vorrebbe lavorare. Alla fine lui accetta, la produzione migliora in qualità e tra alti e bassi le cose vanno bene tra l’uomo e la signora, comunque bisognosa di un certo riposo ogni tanto.

Sbuca anche una ragazzina che parrebbe fare la spia in città. La signora anziana, la signora Tokue, così brava a realizzare i dolci con una cura ed un amore per il cibo e la cucina tipico dei giapponesi, è una lebbrosa. Per decenni fu confinata in un villaggio insieme ad altri, stigmatizzata per le deformità (lei ha ‘solo’ problemi alle mani, scambiate inizialmente dal protagonista per effetto dell’eta’) e per una malattia che non è contagiosa. Coloro che ancora vivono in quel villaggio, anziani, vivono di ricordi, fuori dal mondo ‘reale’ che li ha rifiutati, che li ha stigmatizzati e che ancora li aborre nonostante scientificamente sia chiaro che nessuno ha nulla da temere.

Wakana, la ragazza spia nel film, interpretata da Kyara Uchida

Ne soffrono e non ne soffrono, sono rispettosi del mondo esterno, in maniera giapponese e in fondo a noi incomprensibile, non vogliono essere un peso e son felici nel loro mondo. Quando la signora Tokue ammette da dove viene iniziano i problemi umani per gli altri protagonisti, l’uomo e la ragazzina. Alla fine decidono di andare a trovarla, una volta, una seconda volta. Lui inizia ad avere cura della produzione come faceva lei, invece di fare le cose veloci e alla buona; ma il mondo alla fine deve fare i conti con la crudeltà.

Alla fine capirete che il protagonista non è l’uomo, pur ben caratterizzato con i suoi problemi, che cerca di riabilitarsi senza accettare se stesso, non è la ragazzina che cerca se stessa, rifiutata dal mondo come solo un’adolescente pensa di essere, e non è neppure la signora Tokue, rifiutata dal mondo, dalla sua famiglia, ostracizzata sempre e comunque ma felice di avere dato una mano all’uomo. La protagonista è la società giapponese.

È un bellissimo libro, e un discreto film.

Libro e film bonus

Questa settimana vi parlerò brevemente di un libro e del relativo film. Ma se solitamente vi dico sempre prima il libro e poi il film, in questo caso vi chiederò di fare l’opposto. “Grave of the Fireflies“, è il libro/film di questa volta e, come vedete, è di animazione. L’autore è Akiyuki Nosaka della storia, un giornalista morto di recente. Il libro ed il film sono fortemente autobiografici e raccontano la storia di due bambini durante e dopo la seconda guerra mondiale nello struggente cercare di sopravvivere. L’animazione è dello Studio Ghibli, garanzia di qualità. È un maledetto pugno al cuore: lo guarderete una sola volta in vita vostra, piangerete per il dolore umano che riesce a trasmettere e mi odierete per avervelo suggerito. Ogni volta che ripenserete al film vi verranno le lacrime, come a me ora. Ne hanno fatto anche un film vero e proprio ma quello d’animazione è insuperabile.

La copertina del film

Questa volta non vi dirò nulla di più, il mio intervento è breve e spero che vi dia tempo e voglia di vederlo.

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