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Le elezioni in Myanmar sono la vittoria della democrazia

Chissenefrega delle elezioni in Myanmar, no?

E invece no, se avete cliccato la cosa vi interessa, o quantomeno vi incuriosisce.
Appena i risultati finali saranno disponibili, ci sarà modo e tempo per analizzarli al meglio, ma ci sono alcune cose molto importanti.

1) Sono le seconde elezioni libere (consecutive)
2) Ai seggi mascherine e face shield (visiere, n.d.r.) gratuiti
3) Molti bar offrivano free flow di tè per chi avesse il dito viola (prova di aver votato)

La democrazia è una cosa bellissima e quando hai lottato per decenni per averla l’apprezzi e vuoi poter dire la tua, anche se il Myanmar è il terzo paese asiatico per esplosione di casi di Covid, anche se i militari (e il loro partito) conservano 1/3 dei seggi e 3 ministeri per diritto costituzionale, anche se nelle aree di conflitto i seggi non sono stati aperti (3 candidati del partito NLD, national league for democracy di Aung San Suu Kyi, sono stati rapiti nel pre-elezioni e da un po’ non si hanno loro notizie), anche se il partito della rosa è stato smantellato e il capo messo sotto accusa (molto pro Cina e con vecchi problemi legali pendenti).

Aung San Suu Kyi, leader de facto della Repubblica del Myanmar

Ma sono state libere elezioni?

Sì. Per il capo degli osservatori, giapponese, lo sono state. Il popolo myanmarese ama esercitare il proprio diritto.

L’ambasciatore americano si è subito congratulato (cosa da notare).

Ma cosa hanno detto le urne? Nel complesso sistema nazionale (due camere) e regionale (parlamentini degli Stati (votavano all’americana, tutto assieme) ci si aspettava che partiti etnici potessero guadagnare nei confronti dell’NLD.

Così è stato nel Rakhine, ma la frammentazione non aiuta la causa.

Staremo a vedere.

Il partito etnico nel Mon, invece, non ha avuto un simile successo, con la vittoria che è andata al NLD.
Intanto sia Aung San Suu Kyi che il Presidente della Repubblica hanno stracciato gli oppositori nel loro seggio. Yangoon e zone limitrofe rimangono saldamente NLD e la capitale Nay Pyi Taw ha visto un calo del partito militare.

Win Myint, Presidente della Repubblica del Myanmar

Per ora si capisce che il popolo ha molta fiducia nella leadership e che gli aiuti internazionali di Giapponesi, Coreani, etc., essendo sistemici, atti ad incrementare il know-how e le infrastrutture senza “saccheggiare il paese” (Cina), sono i benvenuti.

Well done.

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