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La storia si ripete: le tensioni tra Giappone e Corea del Sud

Da oggi si cambia! Niente review della stampa asiatica, non saprete più nulla (da me) di cosa succede in Asia (a meno che non seguiate il mio hashtag su twitter). Son consapevole che ciò scatenerà le orde dei miei fans sotto casa dei poteri forti di ExCentrico, ma vi prego di limitarvi a qualche saccheggio purché videoripresi per potersene vantare su YouTube e poi essere arrestati. Vabbè, vi mancheranno le notizie dal Buthan, ne sono consapevole. Proverò ogni tanto a riportare cosa succede, anche perché penso che tutte le cose vadano viste nell’ottica più grande della regionalizzazione, ma per ora giusto un paio di cose un po’ più approfondite, iniziando con il braccio di ferro tra Giappone e Corea del Sud, per poi spostarci su quello tra Vietnam e Pakistan.

Giappone e Corea del Sud

Partiamo da un grande classico, il Giappone e la Corea del Sud. I due paesi sono da anni in guerra commerciale, mettendo in mezzo la storia coloniale nipponica e le comfort women. Queste sono donne coreane usate come prostitute dall’esercito del sol levante durante l’occupazione e la guerra; donne schiave per le quali il Giappone aveva già chiesto scusa (a suo modo) e inviato soldi come compensazione, soldi che però in gran parte sarebbero stati ‘trafugati’ (parrebbe) da un avvocato coreano dell’associazione delle comfort women ancora vive.

Questa storia è ancora molto nebbiosa: una di queste donne ha denunciato questa persona e varie cose strane starebbero saltando fuori, in mezzo ci sarebbe la Nord Corea, gente che vi defeziona e poi ritorna; insomma, forse anche spie doppio e triplo giochiste. Ah ovviamente in tutto ciò c’è pure l’orgoglio nazionale e il fatto che gli shrine giapponesi (altari shintoisti) sono a volte intitolati a criminali di guerra. E vari personaggi del partito di governo ogni tanto vadano a ‘omaggiare’ la memoria. Ma è shintoismo, non è come andare a Predappio. È altro, ma ovviamente ai Coreani la cosa fa girare le palle e giustamente dal loro punto di vista. In tutto questo ovviamente rientra il ‘dominio’ in Asia, che il Giappone fa per azioni umanitaria infrastrutturali e formando le popolazioni dei paesi in via di sviluppo.

Altare scintoista, destinazione di preghiera di molti devoti giapponesi

La Corea invece ha un approccio diverso, buttandoci ormai un decennio di Kpop e vari conglomerati (enormi aziende ‘familiari’) in giro per l’Asia. Un esempio è Lotte, una catena di supermercati, fast food, hotel e mille altre cose.

Che effetto hanno questi due approcci? Che il Giappone ‘controlla’ chi conta mentre la Corea ‘controlla’ le teenagers ed è un brand familiare a tutta la popolazione. Chi vincerà? Personalmente penso il Giappone. Ah c’è pure l’approccio alla Nord Corea che li divide: il Giappone si vede arrivare missili ogni 3 per 2 ed è ovviamente preoccupato, anche perché un missile potrebbe pur sempre mal funzionare e finire nel loro territorio facendo una strage e sarebbe guerra. L’amministrazione della Blue House (la White House di Seoul, blue perché è tipico dei tetti coreani) invece è molto molto accondiscendente come ben sappiamo. Blue House che starebbe spingendo per un altro meeting Trump-Kim, che il Giappone non vuole.

E quindi? Quindi la situazione è già molto complessa.

Veniamo ad oggi

Il Giappone e la Corea stanno bloccando tantissimi mutui import ed export, facendo danni enormi al loro settore tech ed alimentare, una cosa in stile USA-Cina volendo supersemplificare. Chi pensava che la cosa si sarebbe risolta con il Covid e la necessità di aiutarsi, beh sbagliava: ieri il Giappone ha proposto misure anti-dumping per prodotti chimici coreani e sta bloccando la richiesta della Corea del Sud di partecipare al G7. Trump starà decisamente dalla parte di Abe anche se potrebbe chiedergli di reintrodurre la Russia nel G7. Il fatto che questo potrebbe esser l’ultimo G7 di Trump probabilmente aiuta il Giappone a non dover dire di ì alla Russia, paese con cui ha una serie di problemi di isole, territori e quindi accesso al mare, al nord di Hokkaido.

Nel frattempo il Giappone nel 2015 aveva inserito 25 siti nell’Unesco World Heritage Sites che comprendono l’era Meji, l’era di modernizzazione giapponese ma anche di colonizzazione (in Corea su dal 1910 al 1945). Tra questi molti siti industriali dove i coreani erano praticamente lavoratori forzati. La Corea aveva chiesto (ed ottenuto) dal Giappone di includere nelle descrizioni dei siti o non ho capito bene dove, che erano stati anche dei campi di lavoro. Ora, per la Blue House il Giappone non avrebbe ottemperato alle promesse, e avrebbe chiesto la rimozione dei siti. Il Giappone ha ovviamente ribattutto. Insomma una guerra a 360 gradi.

Tensioni aree tra Vietnam e Pakistan

Una cosa meno importante internazionalmente, ma piccola solo apparentemente. In questi giorni l’autorità aerea vietnamita (stile Enac per capirci) ha sospeso la licenza di pilota di 27 piloti pakistani che volavano per la compagnia aerea nazionale. Sarebbero false.
Perché sarebbe importante? Perché potrebbe voler dire due cose. O i vietnamiti hanno preso la palla al balzo, inventato una scusa plausibile, e tagliato la workforce in periodi di magra, oppure 2 ad Hanoi si sono davvero preoccupati della sicurezza aerea soprattutto dopo aver visto e letto cosa è successo all’aereo pakistano. Le scatole nere e i dati di voli rivelano un puro e totale caos, e per molti anche molta incompetenza.

Protendo per la seconda con parte della prima, ossia han colto la palla al balzo ma non certo inventando la scusa (non necessaria se volessero semplicemente licenziare stranieri).
Come si è arrivati a questa situazione che ci pare assurda di piloti con licenze farlocche? Beh il settore aereo pre-Covid era in forte crescita, specialmente in zone dove le infrastrutture a terra sono veramente scarse; in questo periodo la necessità di piloti era enorme e potrebbe essere che molti di questi abbiamo barato o che, in altri casi, si sia sorvolato su capacità vere accettando titoli da ogni paese senza troppe domande.
Come detto protendo per la svegliata vietnamita in termini di sicurezza. Si stanno proponendo al mondo come i vincenti ed avere aerei che cascano non aiuterebbe. Inoltre, in un quadro più generale, sanno bene che l’avere tenuto a terra gli aerei per mesi è stato pericoloso. 

Resti dello schianto aereo del 22 maggio 2020

L’incidente in pakistan ha probabilmente dato una scossa a tutti i paesi non solo per un check molto accurato di tutti gli aerei a terra. Aerei che, probabilmente, non erano mantenuti in condizioni degne (il personale nei paesi in via di sviluppo è quello che è, le competenze quelle che sono, e soprattutto se subcontracted, potrebbero essere anche semi analfabeti messi lì e ‘trained’ da qualcuno già esperto).

In chiusura, in merito alla sicurezza aerea dell’area in asia non vi chiedo di vedere le orribili statistiche o ricordare che quasi tutte le stragi aeree sono successe in Asia negli ultimi anni (escludendo russi e iraniani che tirano giù aerei ucraini), ma questa serie.
Spaventatevi.
È ambientata in Indonesia, ma la cosa vale in molti paesi asiatici.

Ora in chiusura vi chiedo di continuare il vostro presidio di protesta verso i poteri forti di ExCentrico.

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