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La storia del sito archeologico trafugato in Myanmar

Il Covid è già di per sé una brutta bestiaccia che ci terremo appresso per parecchio, alla faccia di chi dice che sparisce con l’estate o che in inverno non torna (in Israele sono nei casini, e nello stato di Victoria – Australia – c’è un nuovo picco dei contagi) e vi giuro che preferirei che avessero ragione loro, beh fatto rimane che sta portando tutta una serie di effetti indesiderati che stiamo piano piano scoprendo. Alcuni prevedibili, anche se solo per sommi capi. Uno di questi è il saccheggio dei siti archeologici. Voglio portarvi un esempio in Asia, dove un tesoro artistico è stato trafugato dal sito di Bagan.

Sito di Bagan

Bagan è un sito archeologico di 50 km quadrati in Myanmar. Un sito non semplicissimo da raggiungere ma da quando l’anno scorso l’UNESCO lo ha classificato come world heritage, e se lo meritava da molto, sono stati sbloccati tantissimi fondi anche strutturali che hanno permesso di far partire mille progetti di sviluppo (aeroporto) e di manutenzione e restauro. Il sito risale all’11°-13° secolo, quando era la capitale del regno/impero. 
Per maggiori dettagli sulla sua storia, beh, c’è Wikipedia se non volete approfondire troppo, ma per semplificare posso dire che sono principalmente templi buddhisti (come Angkor Wat in Cambogia) e sono tantissimi su un’area, come detto prima, molto molto vasta. In pratica ogni regnante costruiva un tempio e spesso non troppo vicino a quelli degli antenati che non si potevano ovviamente distruggere. Quindi come vedete c’è un primo problema: l’area da controllare è enorme e l’interesse verso il posto è enormemente aumentato.L’economia locale stava iniziando ad avere notevoli benefici quando arrivo’ il covid, chiuse il paese al paese e quindi anche agli eventuali investimenti turistici. 

Angkor Wat, Cambogia, patrimonio UNESCO

Brutta cosa. Beh alla fine di Aprile 100 volontari della città si sono presi la briga di ispezionare il sito, chiuso, e si son accorti che erano stati trafugati ogni sorta di cose, dalle statue ai gioielli, etc. Una roba che ha scosso enormemente la comunità, sia per la questione religiosa, di affronto al divino e alla memoria degli antenati/heritage, sia perché quello che sarà e rimarrà del sito tornerà presto (speriamo) ad essere fonte di reddito stabile. La fortissima protesta locale ha impegnato subito le forze di sicurezza locali che hanno messo 100 uomini armati a pattugliare costantemente l’area. 

Dettaglio di un murales situato nel sito archeologico di Bagan

È molto bello che si comprenda l’importanza della propria storia, ed è interessante che la popolazione locale, pur in ginocchio per la situazione economica e sanitaria, non faccia alcuno sconto morale ai saccheggiatori anche se fossero locali e in crisi economica. In realtà si temono i trafficanti di arte, un sottobosco di avventori (spesso neoricchi) molto ben remunerante. E se pensate che ‘meglio in casa di qualche riccone che ne ha cura’, pensate che spesso, molto spesso, per un pezzo che arriva negli scaffali del tronfio neoricco (spesso cinese) altrettanti si perdono o vengono distrutti. Oltretutto i ricconi di turno non preservano il dipinto o l’oggetto con la cura necessaria e molto spesso finiscono per regalarlo o dimenticarlo.

La storia si ripete

Purtroppo questi saccheggi sono una piaga non nuova nel mondo dell’archeologia e dell’arte antica, da quelli istituzionali (il travertino del Vaticano ricopriva prima il Colosseo che, al tempo, era solo una rovina in mezzo alla boscaglia, ad esempio), dei conquistatori (spagnoli in Sud America), a quelli nelle tombe egiziane o al Partenone (dai inglesi, controbattete). Non esiste alcun effettivo rimedio se non quello di una costante attenzione delle forze di polizia, gruppi civici eh, benché sembri strano, di un continuo e costante flusso turistico che ovviamente preclude i saccheggi.

Per concludere, nel solo Myanmar ci sono almeno 3500 siti archeologici, molti dei quali non sono o non possono essere custoditi; tuttavia qualcosa i locali stanno facendo. Cosa sta succedendo invece negli altri posti? E ad Angkor Wat? Che succede a Borobudur? Possiamo solo incrociare le dita.

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