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Indonesia, 270 milioni di abitanti e troppi pochi vaccini

L’Indonesia è un paese decisamente complesso. Enorme nella sua estensione culturale, geografica e demografica. In queste ultime settimane sono successe alcune cose degne di nota. Se non siete interessati cambiate pure pagina, cliccando su questo link.

Iniziamo quindi dalle cose “meno” importanti. Meno perché, diciamo, che non sono concluse.
Le elezioni regionali. Praticamente ovunque, i risultati si sapranno tra qualche settimana. Comunque più velocemente che in USA. Che importanza hanno? Non sono elezioni nazionali, dove i partiti vanno a  ruota del prestigio del candidato presidente, localmente hanno un carattere diverso. Come in Italia direi.

Governatori, sindaci e altre cariche sono elette in base a dinamiche locali di potentati o di rispettabilità di X o Y, piuttosto che al contorno di vicende politico nazionali. Anche se questo un minimo influisce. Anche in Indonesia. Tra i candidati a sindaco in due città c’erano due persone che vivevano di luce nazionale. Il figlio e il genero del presidente. Il figlio in particolare si è candidato a sindaco nella stessa città da cui partì la scalata, rapida e obamiana in un certo senso, del padre.

Fonte BusinessInsider

In un paese dove le dinastie sono ritenute i potentati a cui aggrapparsi, ma anche la piaga, la creazione della dinastia del presidente che nacque come uomo spariglia carte, senza nessuno dietro, è un segno di omologazione al sistema o una fiducia estrema nella famiglia del presidente?
Staremo a vedere, perché potrebbe essere un’istituzionalizzazione ufficiale di un presidente (comunque all’ultimo mandato) e del suo potere. Ma non va visto come detto in senso negativo.

l’Indonesia è un paese dove il lavoro dei genitori viene spesso dato ai figli. E’ un’aspettativa quasi per tutti. Il tutto in un contesto complicato dal covid, ai seggi ci sono stati i più diversi modi per proteggersi. Modi standard e meno. Anche perché il paese è noto per le rappresentazioni, ergo ci sono stati momenti davvero “interessanti“.

Altro fattore in gioco in queste elezioni sono stati gli arresti del ministro della pesca per corruzione, il secondo di un partito fortemente nazionalista, cui capo, ora ministro della difesa, era proprio contro il presidente nelle recenti elezioni. Sì, ora fa parte del suo governo. Ad ogni modo, l’autorità anticorruzione, che definii un pool di mani puliti in steroidi, non solo lo ha arrestato, ma ha messo sotto inchiesta un altro ministro per aver intascato aiuti per il covid.

Fonte Altervista

Insomma l’autorità non guarda in faccia a nessuno e se si pensa che possa intervenire politicamente ci si sbaglia. Il popolo ha fiducia in questo pool di persone che non pare proprio fare politica. Altro fattore nella politica pre elettorale è stato il ritorno di un ‘”slamic cleric”, SHahib dal suo autoesilio in Arabia Saudita. Autoesilio che lo ha portato a fare il dottorato in Malesia per poi tornare in Arabia Saudita. Ora, vuoi per la vicinanza della Malesia islamica al Qatar, vuoi per mille altri motivi, i sauditi lo hanno invitato a uscire di scena. Tornato in patria per guidare la protesta anti job law, il progetto non è riuscito, in quanto l’intento era quello caratterizzare islamicamente il movimento. Protesta che era aconfessionale (l’Indonesia è a maggioranza islamica, ma in molte cose è fortemente laica).

L’obiettivo era riprendere il controllo del suo partito che, assieme ad altri di ispirazione islamica, stava brancolando in percentuali bassissime. Ha fatto una serie di comizi, infrangendo le norme anticovid, e per questo è stato chiamato a deporre dalla polizia. Ha evitato fino a ieri, quando alla fine, andato a deporre, è stato arrestato per aver procurato assembramenti illegali mentre il paese rantola nelle difficoltà. Ha detto che non ha mai cercato di evitare la polizia.

E poi? Poi c’è il capitolo vaccini. Leggermente più preoccupante se ci ragioniamo. Ho già detto che l’Indonesia non si affiderà al Sinovac. In precedenza ho anche commentato come la dinamica temporale evidenziasse tutto ciò. Quando la Gran Bretagna ha iniziato a vaccinare con lo Pfizer, la Cina ha inviato a Jakarta un cargo e relativo camera crew per far vedere che mandava il suo vaccino (non testato secondo alcuno standard normale) all’Indonesia.

Fonte Aircargoitaly

Figo? No. 1.7 milioni di dosi. In un paese di 270 milioni di persone. Il giorno dopo è uscita una notizia significativa passata in sordina, che però merita una lunga analisi e riflessione sul mondo che verrà.
Il governo avrebbe deciso di sovvenzionare la vaccinazione di 1/3 delle persone. Circa 32 milioni di abitanti, dicevano i media. Ora, 32 milioni per 3 sono circa 100 milioni di individui. In un paese di 270. Considerando che il superministro Thohir, lanciato alla presidenza 2024, ha comprato 100 milioni di dosi dell’Astra Zeneca e si capisce che 66 milioni di indonesiani pagheranno qualcosa. Ciò aiuterà a pagare per le classi meno abbienti e povere.

Bello? Sì, e anche giusto se volete, ma il problema non è lì. Il problema sono i numeri: 100 milioni di persone non sono che poco più di 1/3 della popolazione.
Così non si va da nessuna parte. L’immunità di gregge non si raggiunge nemmeno nelle città principali. Così il paese non riparte e non ripartono gli investimenti. 

Perché quei numeri? E’ solo un modo per chiedere aiuti successivi? Difficile. Il vaccino sviluppato “in-house” sarà l’arma nazionale in un secondo momento? Preferisce dare il vaccino a Bali e Jakarta? Forse, o forse è una questione diversa. A mio avviso a Jakarta sono consapevoli di riuscire ad arrivare a quel numero di abitanti, quel centinaio di milioni; gli altri, tra i molto giovani, i non registrati, i residenti e domiciliati altrove, chi in zone remote etc, sono semplicemente fuori dalla portata. Il problema, immagino, si presenterà in molti altri posti del mondo.

Il mondo ripartirà molto lentamente. Facciamocene una ragione.

C’è anche una piccola grande notizia che ha avuto risalto sulla BBc e sui media della regione. Il presidente ha chiesto ai suoi esperti di parlare con SpaceX per portare la compagnia in Indonesia. Si Elon Musk. Ora, la cosa mi ha lasciato un pelino sorpreso se si pensa all’industria aerospazionale e alle condizioni infrastrutturali e problemi assortiti del paese, non ultimo il covid e la scarsa percentuale di vaccinazioni pianificate.

L’articolo fondamentalmente dice che una parte personale di SpaceX andrà in vista in Indonesia a Gennaio per valutare la situazione. Spiego: non si può entrare nel paese senza una visa diplomatica/ufficiale. Direte voi, ok, ma possono darle agli americani per una cosa del genere. Vero, ma dubito che sia cosi semplice. Soprattutto visti i contagi in USA e che i voli da e per gli States sono contingentati. L’Indonesia poi è in condizioni di contagio agghiaccianti.

Fonte TheJakartaPost

Chi mai vi andasse dagli USA, al ritorno avrebbe una serie di problemi di quarantena. Oltre che a Jakarta ovviamente. Ma a parte questo, cosa vanno a vedere? Non è chiaro, ma si parla della possibilità di fare uno spazioporto a Papua. Ora, Papua ovest è Indonesia, ma da tempo c’è un movimento indipendentista e non solo, negli ultimi anni la situazione si è fatta molto molto difficile a causa di battaglie attentati e maltrattamenti dei papuani nel resto del paese. Il fatto di voler fare uno spazioporto lì può voler dire aumentare il prezzo dei terreni, ma anche definire la regione strategicamente importante. Tagliando indefinitamente le gambe all’indipendentismo locale.

Si parla poi di una fabbrica o qualcosa di non meglio identificato che servirebbe a SpaceX, visto che il paese è ricco di terre rare e minerali che servirebbero all’industria spaziale. Tutto molto generale. Questo per una fabbrica nella zona di Giava centrale. I problemi che vedo io, sia per lo spazioporto che per l’industria, è che il paese è fortemente vulcanico, nella zona di Giava centrale poi ha diversi terremoti e una stagione delle piogge quasi monsonica. Le infrastrutture industriali e knowhow, specifico, sono nulle. Ma allora perché questi annunci? Sono naive? No, il governo indonesiano è cazzuto, se mi passate il termine. Lo scopo non è quello annunciato, è altro. Bisogna capire cosa.

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