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Il riassunto completo della trentesima giornata di Serie A

La trentesima giornata di Serie A si apre con il “Derby Della Mole”, che vede affrontarsi due squadre dalle ambizioni e andamenti differenti: i padroni di casa della Juventus, primi in classifica, vengono da 3 risultati utili consecutivi, in cui hanno messo in mostra, per la prima volta in stagione, con continuità,  quel “Sarrismo” tanto richiesto e atteso, fatto di trame di gioco spettacolari ed intensità; mentre il  Torino ha incassato due sconfitte nelle ultime due partite, venendo di fatto coinvolto nella lotta per non retrocedere. Il match rispetta le previsioni: Dybala apre dopo 3 minuti grazie ad un tiro deviato dopo una serpentina in area di rigore. Il 2-0 viene siglato da Cuadrado che, servito da Ronaldo, manda fuori tempo Ansaldi con una finta di corpo rapidissima e incrocia col destro, battendo l’incolpevole Sirigu. Allo scadere della prima frazione il Toro la riapre: il tiro di Verdi viene intercettato dal braccio di De Ligt e Maresca indica il dischetto. Dagli 11 metri si presenta Belotti che col destro mette dentro nonostante Buffon indovini l’angolo. Nel secondo però i bianconeri chiudono il match con Ronaldo che realizza un gol fantastico da calcio di punizione (è il primo gol da calcio piazzato da quando è in Italia). All’87esimo arriva anche il 4-1, eccessiva punizione per i ragazzi d Longo, con Djidji che devia un traversone innocuo nella propria porta con un maldestro intervento in scivolata.

Andrea Belotti, attaccante del Torino e soprannominato “Il gallo” per la sua esultanza

La seconda partita del Sabato è stata Sassuolo-Lecce, che si è conclusa con un sonoro 4-2 per i padroni di casa. Il match si sblocca dopo 5 minuti: il lungo lancio di Locatelli mette solo davanti alla porta Caputo che, approfittando della dormita della retroguardia Leccese, parte in posizione regolare e, a tu per tu con Gabriel, mette in rete con un pallonetto. Al 27’ gli ospiti pareggiano con Lucioni che, assistito da cross di Calderoni e lasciato colpevolmente solo in area di rigore, segna col piattone. Berardi prima e Mancosu poi, entrambi su rigore, portano il risultato sul 4-2 in un secondo tempo rocambolesco, che vedrà altri due gol, con i quali il Sassuolo chiuderà la partita, quelli di Bogà da fuori area e di Muldur, che si iscrive nuovamete tra i marcatori dopo il gol alla Fiorentina nella partita precedente. I neroverdi di De Zerbi, che continuano a sorprendere partita dopo partita, si proiettano a quota 48 in classifica, in una posizione serena che lascia spazio ad ambizioni europee. Per i ragazzi di Liverani, in caduta libera, arriva la sesta sconfitta consecutiva. C’è bisogno di una svolta immediata per abbandonare il terzultimo posto, già dalla prossima, proibitiva partita, almeno sulla carta, contro la Lazio.

Roberto De Zerbi, allenatore del Sassuolo

L’anticipo serale tra Lazio e Milan termina  0-3, risultato che, date le numerose assenze, tra le quali quelle pesantissime di Immobile e Caicedo, dei padroni di casa e il buonissimo periodo di forma degli ospiti, non per tutti ha rappresentato una sorpresa. Se la Lazio perde Immobile, è decisivo per il Milan il ritorno in campo di Ibrahimovic che, dopo un’azione in cui triangola con quasi mezza squadra, serve Chalanoglu, il quale, aiutato anche da una deviazione, spedisce in rete da fuori area. Lo svedese, dopo aver indossato i panni di assist man, assume le vesti che più gli si addicono: quelle di goleador, mettendo a segno dagli undici metri un calcio di rigore tirato non benissimo e intercettato da Strakosha, che non riesce però a trattenere il pallone, che oltrepassa così la linea di porta. Nel secondo tempo i rossoneri chiudono i conti con Rebic che, entrato dalla panchina, inspiegabilmente lasciato solissimo in area di rigore, viene servito da Bonaventura e piazza con l’interno destro il pallone all’angolino. I ragazzi di Inzaghi, mai così in crisi durante questa stagione, possono quasi dire addio alle ambizioni scudetto. Pioli invece, arrivato nello scetticismo più totale, ha dato brio e gioco ad una squadra decisamente rianimata e più convinta dei propri mezzi. A nostro avviso meriterebbe la riconferma per il prossimo anno.

Stefano Pioli, allenatore del Milan

Nelle partite domenicali non mancano le sorprese: la prima arriva nella prima gara della giornata, con il Bologna che espugna San Siro battendo 2-1 l’Inter. Il gol di Lukaku, l’espulsione di Soriano per quel “Che scarso” indirizzato nei confronti del direttore di gara ed un calcio di rigore a favore non bastano per chiudere la partita, anche perché Lautaro, che “toglie dalle mani” il pallone al rigorista designato Lukaku, lo fallisce, facendosi ipnotizzare da Skorupski. Mihajlovic pesca il jolly in panchina facendo entrare il diciottenne Juwara che, dopo meno di 10 minuti, lo ripaga con un un gran gol dal limite dell’area. La débâcle dei nerazzurri si concretizza all’80esimo, quando Barrow viene assistito dal primo assist italiano di Dominguez e a tu per tu con Handanovic insacca. I ragazzi di Conte, infuriato con giocatori, società e sé stesso al termine del match in conferenza stampa, passano dalle ambizioni primo posto alla paura di finire al quarto, dato che alle loro spalle l’Atalanta ha solo un punto in meno. Il Bologna invece fornisce l’ennesima prova di carattere e personalità, con Mihajlovic che, ammettendo di “aver fatto schifo nei primi 25 minuti”, dice che una squadra della qualità come la sua deve ambire a di più che a una semplice salvezza.

Musa Barrow, attaccante del Bologna e autore del goal decisivo contro l’Inter

Brescia-Verona finisce, contro ogni pronostico, finisce 2-0 a favore dei padroni di casa. Decisive le reti del giovanissimo Papetti, che ha ben figurato anche nelle partite precedenti in cui ha esordito, in particolare a Firenze, e Donnarumma in pieno recupero, con il quale i ragazzi di Diego Lopez chiudono la partita. Con questi 3 punti il Brescia riscatta la figuraccia di Milano e soprattutto scavalca la Spal, portandosi al penultimo posto. I Butei rimangono ottavi a quota 42 in una stagione che, nonostante una sconfitta inaspettata, rimane per il momento da coronare.

Andrea Papetti, giovane promessa del Brescia

A riscattarsi è anche la Fiorentina, che dopo la batosta incassata in casa contro il Sassuolo, passa a Parma con il risultato di 2-1. I 3 gol vengono messi a segno su calcio di rigore da Pulgar, che sceglie l’angolino di sinistra in entrambi i penalty, e da Kucka, che con un gran tiro all’incrocio dei pali accorcia vanamente le distanze. Vittoria importante che permette ai Viola di prendere una boccata d’aria, portandosi al 13esimo posto, proprio dietro il Parma, che dal suo canto può dirsi amareggiato per non aver sfruttato il momento difficile degli avversari, ma anche sereno, a causa dei 39 punti in classifica che di fatto rappresentano un margine molto ampio sulla zona retrocessione.

Erick Pulgar, attaccante della Fiorentina

L’unico pareggio della giornata è quello per 2-2 tra Udinese e Genoa. I padroni di casa passano al 44esimo grazie ad un’incornata precisa di Seko Fofana, il quale si inserisce molto bene e raccoglie il cross ben calibrato di Rodrigo De Paul. Al 73esimo arriva il 2-0. Lasagna avvia il contropiede e, dopo aver triangolato con Fofana, che oltre al gol è autore quindi anche di un assist, chiude l’azione scagliando con il sinistro una bordata sotto l’incrocio dei pali, sulla quale non può niente Perin. Il Genoa non si da per vinto, incarnando lo spirito combattivo del proprio allenatore Nicola  e, grazie all’eterno Goran Pandev, che con il destro da fuori area indirizza la palla sul secondo palo, accorcia le distanze. Il pareggio arriva nel recupero, su rigore, con Pinamonti che, dopo aver fallito il rigore, si ritrova la respinta di Musso sui piedi e spedisce in rete. Questo pareggio non toglie le due squadre da una situazione pericolosa di classifica.

Andrea Pinamonti, attaccante del Genoa

Un’Atalanta, per la quale sono finiti gli aggettivi, corsara a Cagliari conquista altri 3 punti vincendo per 1-0 a Cagliari. Decisivo è il gol di Muriel, che spiazza Cragno su calcio di rigore. I Sardi hanno da recriminare per il gol annullato a Simeone dopo un fallo di mano ininfluente di Nainggollan. Gasperini, a parte il fatto che i suoi giocatori non riescono a chiudere le partite sprecando tantissime occasioni, può ritenersi felicissimo per una vittoria che permette alla Dea di portarsi ad una sola lunghezza dall’Inter. D’altra parte Zenga, con la sua squadra in una situazione comunque tranquilla di classifica, si dice soddisfatto della prestazione dei suoi.

Walter Zenga, allenatore del Cagliari Calcio

 Chiude il quadro della trentesima giornata il match tra Napoli-Roma, che i Partenopei si aggiudicano vincendo di misura per 2-1. Succede tutto nella seconda frazione: apre Callejon che, servito da un cross perfetto di Mario Rui, in “estirada” sbuca in mezzo ai difensori giallorossi e sigla l’uno a zero. La Roma pareggia con il bel diagonale da fuori di Mkhitaryan sul quale Meret si allunga ma non può niente. A regalare la vittoria a Gattuso, dimostrando che con esso siè rilanciato in una maniera incredibile, è Lorenzo Insigne che, dal vertice dell’area di rigore, calcia col in destro a giro sotto l’incrocio dei pali, realizzando forse il gol più bello della giornata. Il Napoli aggancia così la Roma a quota 48 punti. I giallorossi, guardando il bicchiere mezzo pieno, posono essere soddisfatti della prestazione e soprattutto del ritorno in campo dopo tantissimo di Zaniolo.

Nicolò Zaniolo, attaccante della Roma

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