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Il magico ingegno di Alessandro Michele: il GucciFest

Il mondo della moda non finisce mai di stupire, è una sfaccettatura della società. I cambiamenti che avvengono in uno dei fattori influenzano, di conseguenza, anche l’altro.

Nuovi temi e concetti sono stati proposti nelle maison come quello della sostenibilità e del gender fluid; la mente, per fortuna, sta uscendo dalla comfort zone e sta superando gli stereotipi di genere.

Linguaggi diversi, innovativi e, a volte, difficili da capire sono stati i punti focali di designer come Alessandro Michele.

Ouverture Of Something That Never Ended

Alessandro Michele è il direttore creativo di Gucci, brand di lusso fondato da Guccio Gucci nel 1921 a Firenze. Negli ultimi anni la casa è stata al centro dell’attenzione globale per la varietà delle sue creazioni e per le scelte dal gusto particolare e inconsueto.

Il 14 novembre a Milano, in Largo la Foppa, è stato dipinto il famoso muro dedicato al Gucci Art Wall. Esso preannunciava un progetto inedito, realizzato grazie all’aiuto del regista statunitense Gus Van Sant, che sarebbe andato in onda su alcune piattaforme digitali nella terza settimana del mese, dal 16 al 22. Si è trattato di una mini-serie di fashion film, intitolata “Ouveruture Of Something That Never Ended”, presentati quotidianamente, dove i protagonisti sono stati Silvia Calderoni e, indiscutibilmente, le creazioni dell’ultima collezione.

Silvia Calderoni, gli altri protagonisti, i giovani designer di GucciFest

Partiamo dalle basi del programma: chi è Silvia Calderoni? Un’attrice di cinema e teatro, una performer, una scrittrice e una danzatrice transessuale. È stata scelta, oltre che per la sua bravura, proprio per il fatto che è simbolo di una comunità che sta acquistando sempre più visibilità e importanza negli anni.

Non a caso un altro personaggio, scelto per recitare nel terzo episodio, è stato Harry Styles, ambassador della maison, icona del gender fluid e primo cover boy dell’edizione americana di Vogue che ha indossato abiti e accessori tradizionalmente considerati femminili.

Diversi sono stati gli ospiti all’evento tra cui le cantanti Billie Eilish, comparsa nel quinto episodio, e Florence Welch, invitata alla sesta puntata, il critico d’arte Achille Bonito Oliva e la coreografa Sasha Waltz. Michele ha inoltre selezionato personalmente quindici designer emergenti a cui è stata data la possibilità di spiccare nella realtà della moda e che hanno avuto l’opportunità di vedere in anteprima i loro outfit tramite cortometraggi. Le tecniche e i format adottati dai creativi per farsi notare sono stati i più differenti e brillanti come trailer per videogiochi, scansioni 3D, favole, documentari e interviste che si sono abilmente intrecciati con gli abiti proposti.

Fonte Pinterest

Il primo episodio di GucciFest

L’episodio che ha aperto il festival è stato, a mia opinione, quello che ha racchiuso l’essenza dell’idea che i due creativi volevano trasmetterci. Qui possiamo seguire la protagonista, Silvia, nella routine mattutina nel suo appartamento a Roma. Mentre fa yoga la vediamo assorta ad ascoltare una lezione in televisione dello scrittore e filosofo spagnolo Paul Preciado sulla libertà di espressione e parità di genere. In una delle scene seguenti Silvia lancia dal balcone un abito della sfilata di Gucci donna Autunno/Inverno 2015, la prima di Alessandro Michele con la maison, mentre in sottofondo risuonano le note di “Therefore I am”, la nuova canzone di Billie Eilish. Questo, che sembra un gesto frivolo, in realtà è carico di significato e lascia trasparire lo stacco, la rivoluzione a cui il direttore creativo aspira.

Gli “Appunti dal silenzio”

Effettivamente le ultime due collezioni si possono definire “senza stagione”. Ignorando le linee temporali “primavera/estate” e “autunno/inverno”, il brand è riuscito a promuovere i prodotti nel modo che ha preferito e ha inoltre tastato il territorio per eventi digitali futuri.

L’idea del “senza stagione” è stata annunciata lo scorso maggio nella pagina instagram di Gucci. È stato eseguito un lavoro molto accurato dal punto di vista mediatico. Sono state riportate delle pagine di diario che Alessandro Michele ha scritto durante il periodo di lockdown che hanno sollecitato la curiosità dei follower. La serie di brevi racconti è stata intitolata “Appunti dal silenzio”.

La sezione che descrive quelle che sarebbero state le nuove caratteristiche è quella del 3 maggio, “Il sacro potere di produrre riverberi”. Michele sfiora la penna ed è magia, ha la capacità di trasportarci nel suo mondo e di farci comprendere qualsiasi suo intento, uno più affascinante e coinvolgente dell’altro.

Per portare un esempio, propongo un estratto dello scritto sopra citato: “Sono convinto che il domani potrà essere costruito anche a partire da una rinnovata capacità di nominazione. Ecco allora il desiderio di battezzare i nostri nuovi appuntamenti con un linguaggio dalle radici meravigliosamente antiche: il linguaggio della musica classica. Saranno quindi, di volta in volta, sinfonie, rapsodie, madrigali, notturni, ouverture, concerti e minuetti a costellare il mio percorso creativo. La musica, in fondo, ha il sacro potere di produrre riverberi e connessioni. Viaggia attraverso i confini, riannodando la fragilità all’infinito.”

Alessandro Michele si è rivelato uno dei caratteri più avanguardistici del panorama della moda attuale e non serve aggiungere altro, se non che possiamo anche considerarlo poeta, visionario e rivoluzionario.

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