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Frana in miniera di giada in Myanmar causa almeno 160 morti

Myanmar diviso tra una frana in una miniera di giada e il hungry ghost festival

Ok, è la vigilia del 4 Luglio, il giorno in cui il Covid farà i fuochi artificiali! Davvero non vorrei essere in chi pensa di andare in USA nei prossimi mesi.

Ad ogni modo passiamo a due brevi approfondimenti quotidiani: mentre in Indonesia si parla di campagna elettorale 2024 buttando lì che il partito di governo (dal 2016) sia il grimaldello comunista contro l’islam (secondo alcuni partiti confessionali di opposizione eh) e del disagreement commerciale con l’Australia che entra in vigore tra pochi giorni, mentre a Taiwan vengono vendute esperienze aeroportuali senza partite (check-in, controlli, imbarco, volo simulato) senza staccarsi da terra e mentre la domanda di Durian cresce (un frutto tropicale molto caro ed indice del benessere soprattutto cinese che compra a man basse), in Myanmar è successa una tragedia enorme e la comunità buddista/taoista si prepare ad un festival annuale molto importante.

Partiamo dalla tragedia

Il Myanmar produce una quantità di giada enorme, nella fattispecie la giadeite (un silicato di sodio ed alluminio). L’export di questa pietra preziosa, verde e dura, ritenuta portafortuna e molto bella, avviene principalmente dallo stato di Kachin dove purtroppo è avvenuta la tragedia. Per dire nella regione, quando fu trovata una vena da 192 tonnellate di giada, il valore stimato fu di quasi 200 milioni di dollari. È oro verde, se non di più. 

Cosa comporta? Che un numero enorme di players ci si butta a capofitto. Gente con e senza morale e dalle più diverse intenzioni. In uno Stato con forti tensioni etniche, il traffico di giada ha rinforzato gruppi militari, paramilitari, ribelli, trafficanti di eroina (il famigerato triangolo d’oro) per secoli. Purtroppo le miniere di giada fanno parte di montagne (come è normale che sia) e, se si scava si erode e si modifica l’olografia di un territorio, si sa che la natura tende logicamente a cercare un nuovo equilibrio. Una roccia senza più nulla sotto, prima o poi, per il peso, cadrà generando una cascata di eventi per riportare il sistema in equilibrio. Se a ciò si aggiunge che è la stagione delle pioggie (e con piogge intendo i maledetti monsoni che ti sommergono) capite che le slavine di interi pezzi di montagna non propriamente puntellate (sarebbe comunque impossibile, stiamo parlando di montagne eh) sono quindi (purtroppo) normali.

Miniera di giada a Hpakant, Myanmar

Generalmente durante questi periodi le miniere chiudono e anche questa doveva esserlo. Tuttavia vi era della gente (le responsabilità verranno chiarite in tribunale) che scavava e lavorava quando la slavina, letteralmente mezza montagna, è venuta giù. C’è un video agghiacciante di due persone che erano in una montagna vicina e stavano facendo un video personale. Agghiacciante perché sapere che sotto quello tsunami c’erano persone è davvero duro da ingoiare mentalmente.

Per ora si parla di 160 morti, recuperati nel fango a valle, ma il numero crescerà e molti rimarranno sepolti, altri magari provenienti da regioni più distanti proprio per quel lavoro saranno solo dei ‘missing’ nei loro gruppi familiari. Non voglio fare il pistolotto dicendo che questa gente muore per la vanità di altra gente, come non lo faccio per il cobalto usato nei cellulari e preso nelle miniere del Congo da schiavi bambini, non lo faccio perché se non fossero giada, cobalto o i blood diamonds, sarebbe qualcos’altro. Bisogna aumentare la sicurezza dei posti di lavoro? Sì. Quello spetta ai governi locali, ma hanno bisogno di aiuto perché non ci si può aspettare che le cose che funzionano nei paesi sviluppati siano facilmente ottenibili in paesi dove per fare 50km ci vogliono o giorni.

Il festival

Il festival invece è detto ‘Hungry Ghost Festival‘, sì, proprio dei fantasmi affamati, anche se sarebbe più giusto definirli spiriti. Taoista, buddista e a volte induista, si celebra il quindicesimo giorno del settimo mese lunare. In quel mese le porte di inferno e paradiso si aprono e i fantasmi girano per il mondo.

Affamati, giustamente.

Le tradizioni variano un po’ da paese a paese nel sud, sud est e est asiatico, ma in generale si lasciano fuori casa o sul tavolo dei cibi preparati ad hoc per i fantasmi affamati. Si fanno riti propiziatori, preghiere e si bruciano dei soldi finti per mandarli ai morti, soldi finti che si comprano. Bruciare i soldi, per davvero. Ci sono anche i rilasci delle lanterne in cielo o in fiumi e mari. Infine ci sono performance artistiche, i Kotai in Hokkien, un dialetto cinese comune nel sud est asiatico e noto come Minan in altre zone (è il dialetto di Taiwan).

Celebrazioni dell’Hungry Ghost Festival

Queste performance hanno artisti che provano per mesi e spesso sono dei professionisti, le danze e i canti elaborati cosi come i costumi. Ogni distretto, ogni sponsor, ogni patron fa a gara per sponsorizzare questi eventi che raccolgono centinaia di persone.

Ah ecco, sì: centinaia di persone. Quindi? Quindi niente Kotai quest’anno visti problemi di Covid? Sì niente Kotai, ma le persone potranno comunque assistere alle performance via Facebook o YouTube! E i soldi? Come fanno i soldi questi artisti? Beh semplicmente aggiungendo gli sponsor come background o nei costumi. C’è anche un modo tutto asiatico per finanziare queste performance in tempi di Covid. Durante le dirette si sollecita l’acquisto di questo o quella cosa e la quantità di soldi fatta viene vista in diretta e più si paga più lo spettacolo va avanti.

Happy Hungry Ghost Festival!

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