Press "Enter" to skip to content

EUCENTRICO: L’accordo per il Recovery fund ancora lontano

La Commissione si prepara alla presentazione del piano di domani mentre Volkswagen viene obbligata a rimborsare i clienti

Unione Europea

Nella giornata di mercoledì la Commissione europea presenterà il piano Recovery fund da 500 miliardi, inizialmente proposto da Emmanuel Macron e Angela Merkel. Secondo quanto riferisce Martin Selmayr, rappresentante della Commissione in Austria, la ripartizione di prestiti e sovvenzioni ancora non è definitiva, ma a fondo perduto dovrebbe andare circa il 60% o il 70%. Inoltre Selmayr si è detto fiducioso di un accordo entro l’estate, ma non nel vertice del 18 giugno al quale seguirà probabilmente un nuovo incontro a fine giugno. I fondi del Recovery fund andranno ai Paesi attraverso “quattro canali”: circa il 50% sarà veicolato attraverso il Recovery instrument che sostiene le riforme e rafforza l’adattabilità degli Stati membri.

Il restante 50% dei fondi verrà veicolato secondo tre diversi canali: nuovi fondi di coesione, un fondo per la transizione equa ed il programma ‘Invest EU’, che sostiene investimenti strategici e dà sostegno alla liquidità per le imprese. Selmayr riporta anche che la Commissione proporrà nuove risorse proprie dell’Unione: oltre alla discussa plastic tax e al sistema di scambio di emissioni, vengono proposte anche una tassa per le emissioni rivolta ai Paesi extra Ue, una web tax ed una tassa per l’accesso al mercato interno pensata per le grandi multinazionali. Misure che potrebbero portare fino a 300 miliardi nelle casse dell’Unione.

Germania

È proprio durante l’attuale crisi che il colosso dell’automobile Volkswagen riceve una brutta notizia da parte della Corte di Giustizia federale di Karlsruhe. Infatti la corte, dopo due anni di processo in seguito al Dieselgate, ha decretato che l’azienda di Wolfsburg dovrà risarcire ai propri clienti il prezzo d’acquisto dell’auto al netto di un fattore di usura calcolato in base ai chilometri percorsi.

Dallo scoppio dello scandalo nel 2015, sono già stati 240 mila i clienti con cui la compagnia ha patteggiato a fronte della richiesta di risarcimento, e altri 60 mila processi sono ancora aperti. ma a molti di questi, considerato le spese legali non converrà aspettare la fine del processo ma approfittare di questa sentenza che, per la prima volta dallo scandalo, la più alta corte civile crea una certezza per milioni di consumatori, come commentato da Claus Goldenstein, l’avvocato che difendeva i diritti dei proprietari di Volkswagen davanti al Tribunale di Karlsruhe.

Grecia

Negli ultimi giorni lungo il confine tra Grecia e Turchia, storicamente di fuoco, sta accadendo una cosa inusuale. Qualche giorno fa infatti erano trapelate alcune foto, riportate dal Sun, che mostravano un piccolo accampamento di soldati e poliziotti turchi, con tanto di bandiera turca, in una piccola porzione di territorio greco.

L’area in questione è quella di Melissokomeio, vicino alla parte sud del fiume Evros, che delimita il confine tra Grecia e Turchia. Le forze speciali della polizia turca hanno una presenza consistente nell’area da alcune settimane, nel tentativo di ostruire il lavoro delle autorità greche impegnate nella possibile espansione della barriera al confine per impedire il ripetersi di problemi legati ai flussi di migranti.

A distanza da qualche ora dalla pubblicazione delle immagini dell’accampamento turco è uscita, però, una nota del Ministro degli Esteri greco che smentiva in ogni modo la presenza di militari stranieri sul territorio greco. “Il governo ha già dimostrato che può difendere il confine della Grecia e dell’Europa e i nostri diritti sovrani”, si legge nella nota del Ministero degli Esteri.

One Comment

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.