Press "Enter" to skip to content

EUCENTRICO: La strada per l’accordo

Mercoledì la Commissione ha presentato un piano da 750 miliardi di cui la metà a fondo perduto ma ora bisogna trovare l’accordo tra tutti i 27 paesi membri, e molti chiedono che in cambio dei fondi siano avviate riforme

Unione Europea

Solo qualche giorno fa la Commissione europea, guidata dalla tedesca Ursula Von Der Leyen annunciava davanti al Parlamento europeo la proposta, preceduta dalla proposta franco-tedesca, per mettere a disposizione dei 27 stati membri 750 miliardi di euro al fine di risollevare l’economia del vecchio continente. Di questi soldi più della metà sarebbe destinati a fondo perduto, secondo l’iniziale proposta della Commissione, ma l’inevitabile accordo all’unanimità da trovare nel Consiglio europeo, porterà senza dubbio ad un compromesso. Se da un lato infatti, i paesi del Mediterraneo, vorrebbero ricevere aiuti a pioggia senza condizioni, dall’altro lato, i paesi “falco”, tra cui spiccano l’Austria e l’Olanda, chiedono che in cambio di fondi, alcuni paesi avvino riforme strutturali.

A tutti gli effetti saranno gli Stati membri a decidere in quali settori e quando saranno investiti i fondi provenienti dalla Commissione (all’Italia, prima in testa, è previsto un fondo da 172 miliardi di euro). Gli stati membri dovranno redigere un piano per la ripresa nel quale verranno specificati gli investimenti fino al 2024 e dovrà inoltre fissare degli obiettivi comuni europei che molto probabilmente saranno legati al recente interesse della Commissione verso il digitale e la green economy. Gli obiettivi in questione dovranno essere raggiunto poiché l’erogazione dei fondi sarà effettuata con delle tranche, se non vengono raggiunti gli obiettivi strutturali, si perde la rata.

È il primo dei tanti passi che porteranno probabilmente ad un nulla di fatto dell’incontro del 18 maggio tra i capi di stato europei, ma che con il tempo porterà ad un accordo in termini economici e finanziari che dovrebbe risollevare l’economia europea ed italiana da questa crisi.

Francia

Altra crisi è quella che sta colpendo il settore dell’automobile francese, di cui ExCentrico ha parlato qualche giorno fa. Infatti, è di questa mattina la notizia che Renault, colosso dell’industria automobilistica francese, che da qualche anno si è unita alla giapponese Nissan, ha deciso di tagliare 15 mila posti di lavoro nel mondo, di cui 4600 in Francia.

Martedì è prevista una tavola rotonda che riunirà il segretario di Stato per l’economia Agnès Pannier Runacher, dirigenti, funzionari eletti e sindacati di Renault per discutere di questi tagli.  Solo martedì il presidente della Repubblica Emmanuel Macron, aveva dichiarato ad Étaples che il prestito garantito dallo Stato di 5 miliardi di euro non sarebbe stato firmato prima di questa riunione.

Comments are closed.