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ECCENTRICITÀ

Last updated on 20 Maggio 2020

Le domande più profonde ed esistenziali sono anche quelle che più insistentemente hanno agitato il sonno di molti uomini nella storia dell’essere umano. Più e più volte, ad esempio, la filosofia o le scienze sociali si sono interrogate sul come e sul perché di alcune pratiche o modi di pensare umani.

Non si capisce la vita sociale se non si comprende che l’uomo è un essere squilibrato ed eccentrico. Lo stare fuori dal centro ci distingue dagli altri animali. L’idea stessa della potenza intrinseca dell’uomo si traduce in questa originaria particolarità che ha preso forme molto diverse durante tutta la storia. L’eccentricità dell’essere umano si traduce in potenza che, come ha detto la filosofa tedesca Hannah Arendt, ci permettere di interrompere la catena delle cause a cui invece tutti gli altri animali sono naturalmente legati.

Per riportare il pensiero di un altro filosofo tedesco, Helmuth Plessner, l’identità umana è particolarmente complessa e si riconosce sia nel suo essere-corpo sia nel suo essere-nel-corpo: ciò significa che l’Io si riconosce appieno sia nella sua sfera fisica sia in quella psichica. L’uomo può così rapportarsi tanto alla dimensione corporea quanto a quella spirituale, tanto al mondo esterno quanto a quello interno. In altri termini, l’uomo ha sé stesso ed è sé stesso. È soltanto distanziandosi da sé, che l’uomo può vedere sé stesso e la propria situazione nel cosmo, quel centro provvisorio che occupa e da cui poi si decentra. È dunque l’eccentricità ciò che ci contraddistingue. Se la vita dell’animale è centrata, la vita dell’uomo, che pure non può infrangere la centralità, è contemporaneamente fuori dal centro, è ex-centrica.

Nella sua banalità apparente, questa è la promessa che ExCentrico si pone di fare nei confronti dei propri lettori presenti e futuri. Nell’era della costante attenzione parziale, intendiamo catturare quel briciolo di attenzione e portarla al di fuori del centro. Nel periodo storico in cui, mai come prima, si sente parlare di “distanziamento sociale”, chiediamo al nostro lettore di lasciarsi trasportare in un “distanziamento mentale”, creare una nuova distanza dalla realtà quotidiana per scoprire nuovi punti di vista per una riflessione personale, collettiva e sociale.