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Diario di una quarantena | Giorno 2

Dlin Dlon… Che… dove sono? Ah si… la quarantena. Un attimo di disorientamento e mia moglie è già andata a prendere la colazione. Io non me ne curo e torno a dormire. Suonano per dire che hanno lasciato qualcosa. Non bisogna prenderlo subito. E domani dovrebbe essere il giorno in cui cambiano gli asciugamani, ogni 3 giorni ne lasciano di puliti. Noi li dovremmo prendere e lasciare in una busta chiusa quelli usati. Per le lenzuola una volta a settimana.

Ad ogni modo, mia moglie porta dentro i pasti… sono le 7 di mattina. Torniamo a nanna. Ore 8:15 ci svegliamo con calma. Doccia e colazione? Si e no, prima un po’ di sano esercizio fisico nelle 4 mura. Doccia sudati e colazione. Metto il caffè… ahime, Nescafe nell’acqua bollente. Che brodaglia insulsa.

Sono un talebano dell’espresso. Porridge anche oggi? Siano stramaledetti gli inglesi per sto schifo…
La giornata passa velocemente, ci sono email da scrivere, documenti da preparare e ogni oretta faccio 5/10′ di camminata nella stanza. Poi uno va pure in bagno no? Ad ogni modo verso le 11:15 suonano alla porta. Penso “ok deve essere il pranzo…” ma mi accorgo dell’ora. Chiedo a mia moglie di controllare.

“E’ l’immigrazione!” mi dice.
Il controllo.
“Un attimo!”

Perché cavoli quando ti controllano quando uno è in seduta spirituale… avranno sentito i miei fa*** e lo sciacquone. Ma tanto non è la prima volta che gli succede. Poi sorge un problema. Dove sono i miei pantaloni? Perché uno in camera sta pure solo in mutande. Tanto che ti vesti a fare? Non puoi uscire, l’aria condizionata la decidi tu… quindi i miei pantaloni erano da qualche parte… Apri una valigia… niente… mannaggia alla miseria dove li ho messi… ah eccoli. Apriamo. 

Buongiorno. Scusate il ritardo. Nessun problema, lei è.. passaporto numero… ok, arrivederci.
Una bestemmia verso i penati e torno alla meditazione interrotta.

Ho preso un vizio in questa quarantena, me ne son reso conto. Ogni tanto nel camminare vado verso la porta e guardo dallo spioncino. La ricerca di vita? Crollo psicologico in vista? No, solo curiosità. Non sono una bestia sociale da molto. La gente già la evitavo prima del covid. Ma mi rimane la curiosità dei “dipinti”, le “istantanee” delle vite che si possono fare dai movimenti, abiti, espressioni ed interazione delle persone. Da una finestra ti vedono, sanno che li osservi. Da uno spioncino vedi senza essere visto. E’ l’essenza stessa dell’esperimento in scienza: osservare senza intervenire sul campione e, quindi, modificarlo.

Giornata di quarantena che passa, arriva il pranzo. Riso… riso anche a cena poi… maledetti voi… datemi dei noodles. Ah, sì, cavolfiore ovunque… sono allergico non sono malato! Allergico si, e beh oggi è stato uno dei miei argomenti principali. Ci vivo con la mia allergia, per me è come portare la testa sul collo, normale, ma da ieri sera c’è la news che il Pfizer non sarà indicato per chi ha allergie serie. La mia lo è.

E’ stato un momento forte realizzare, ieri, che la mia speranza si spostava avanti nel tempo magari di mesi. Sia per me che per mia moglie, che mi ha abbracciato forte. Meno male che ho lei. Non poterlo fare è molto per me, io che vivo in un paese in via di sviluppo, l’Indonesia, paese strapieno di casi di positività che le autorità non riescono a controllare. Pensavo di avere chance di poterlo fare, sto sacro graal del pfizer, magari proprio a Singapore in quanto sposo di una cittadina… in Italia no, sono un italiano all’estero, la feccia e lo scarto per una nazione che oltretutto si scopre provincialotta e nazista.

“Niente vaccino agli immigrati!” leggo e mi viene da piangere per l’idiozia becera, non solo quella razzista che se sei straniero hai meno diritto di vivere, ma che il vaccino ai soli italiani salverebbe tutti, anche quelli che vaccinarsi non possono. Dementi. Aspetterò l’Astrazeneca mi sa. Vabbè. 
Ricevo un invito ad un matrimonio indonesiano. Invito ad assistere virtualmente. C’è sempre una prima volta. Con mia moglie guardiamo le foto della coppia. Sorridiamo. 14 anni e mezzo per noi. Cena finita, scopro che Binotto è tornato in Italia da Abu Dhabi a causa di un problema di salute. In bocca al lupo.

Giornata da pensatore di Rodin in quarantena oggi. Tra immigrazione che interrompe pensieri profondi, documenti da inviare ad obundsman da redigere bene e il pensiero che noi allergici abbiamo un altro piccolo problema. Amen.

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