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COLUMBUS: “Non respiro”, le ultime parole dell’ennesima vittima afro-americana negli Stati Uniti

A Minneapolis un nuovo caso di violenza razziale della polizia riaccende un conflitto molto profondo nella società americana

Stati Uniti

Nonostante la crisi pandemica, continuano negli Stati Uniti episodi di violenza da parte della polizia nei confronti degli afro-americani. Quello che è accaduto oggi a Minneapolis è infatti l’ennesimo abuso di potere da parte di alcuni poliziotti nei confronti di un uomo afro-americano.

Il comando di Minneapolis lo definisce “incidente” ma ciò che è accaduto si aggiunge alla serie di accaduti che hanno come protagonisti delle vittime afro-americane sui quali è stata esercitata troppa ed insensata violenza. La vittima, circa 40 anni, è stato fermato da una pattuglia mentre era a bordo della propria auto. Nel comunicato della polizia si riporta che l’uomo sembrava guidare in condizioni alterate. All’ordine di scendere dal proprio mezzo sembra che l’uomo abbia opposto resistenza e dopo una colluttazione gli agenti sono riusciti a bloccare ed ammanettare l’uomo.

È da questo punto che la scena comincia ad essere dal cellulare di un passante che registra un video di 10 minuti nel quale è possibile osservare il poliziotto che preme il ginocchio con tutto il peso del corpo sul collo del uomo immobilizzato a terra. Le frasi che l’uomo sussurra a malapena ma che è possibile udire nel video citano “non riesco a respirare”, “togliti dal collo” e “non uccidermi”. L’arrivo dell’ambulanza purtroppo non riesce a salvare l’uomo che ha già perso conoscenza e poco più tardi i medici ne certificano la morte.

Il video è ovviamente rimbalzato tra tv e social media agitando una serie di accuse e attacchi nei confronti del dipartimento di polizia di Minneapolis che, precisa, “non sono state usate armi dagli agenti”, i quali indossavano anche una telecamera personale. Il video del passante e delle telecamere della polizia sono già nelle mani dell’FBI che ha aperto un indagine per fare luce sul caso.

Argentina

L’Argentina, che fino a settimana scorsa sembrava sull’orlo dell’ennesima bancarotta, ha evitato, per ora, il default finanziario. Il governo guidato da Alberto Fernández, 61 anni, ha infatti ottenuto dai creditori una nuova scadenza per la ristrutturazione del debito estero, che è stata prorogata dal 22 maggio al 2 giugno.

Ricordiamo che il debito estero argentino ammonta a 67 miliardi di dollari e forse anche la pandemia COVID-19 ha fatto da sponda all’eventuale emergenza economica che una ristrutturazione del debito o un default finanziario può comportare per il Paese del Sud America.

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