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Chiacchiere di stile con Giorgia Rossi Monti

Giorgia Rossi Monti, per chi non la conoscesse, è una ragazza classe 1994 che, insieme a Filippo Santini, suo fidanzato, compone una band: i Manitoba. Hanno partecipato all’ultima edizione di X Factor e, oltre che per la loro musica, hanno spiccato in fatto di stile. Ho avuto la fortuna di parlare con Giorgia per quanto riguarda il mondo della moda e le figure che girano intorno ad esso dietro le quinte del programma.

La ringrazio ancora per la disponibilità, la collaborazione e il suo tempo.

Cosa rappresenta per te la moda?

La moda è un modo di esprimersi e dà la possibilità a tutti di sorprendere. A me piace guardare come si vestono le persone e so che qualcuno potrebbe ritenerlo superficiale ma secondo me dice molto del soggetto. Poi più vai avanti con l’età, più magari hai curato quello che sei e le cose che hai e si vede, hai un altro tipo di fascino. L’abbigliamento ha il potere di cambiare una persona secondo me.

Io ho sempre voglia di cambiare perché mi annoio e mischio tantissimo i capi tra di loro abbinandoli in modi diversi. Poi a me piace comprare i capi, mi piace guardare su internet e scoprire cose nuove. Ammiro le mode che arrivano dall’Inghilterra e dalla Francia e quando le vedo mi colpiscono sempre e mi metto ad esplorare i vari siti.

Sono sempre attratta da mercati, vintage e pezzi unici. Bello è anche l’usato online e si trova molto su Depop, Vinted o Vestiaire Collective.

Da quando hai questa passione?

Mi piacciono tanto gli abiti da sempre, in realtà. Fin da piccola andavo nei mercati e mettevo le braccia dentro i banchi a cercare le cose. Filippo invece, per dire, non è un appassionato; potrebbe mettersi anche un sacco della spazzatura e sarebbe felice. Io cerco sempre di vestirlo un po’ ed effettivamente poi lui si sente meglio. Apprezzo anche farlo sugli altri però non è per niente semplice, soprattutto con le donne.

Quando ero piccola non c’erano i social e, di conseguenza, nemmeno tutte le influencer e influenze che ora arrivano da tutta Europa e dall’America. Se guardi le ragazzine americane o inglesi al giorno d’oggi si vestono simili anche ad alcune che trovi nei paesini italiani. Prima, per esempio, quando andavo in campagna con i miei amici, io ero quella particolare che veniva dalla città e loro non conoscevano niente di ciò che vendevano i nostri negozi o che potevamo indossare noi. Adesso le differenze si sono appianate e siamo tutti più simili.

Una cosa che mi ha colpita particolarmente è stata quando sono andata a Londra e sono rimasta sconvolta perché sulla metro c’era questa ragazza con i rasta fucsia e un completo in lattice. A 16 anni io la fissavo sbalordita e pensavo che fosse uscita dallo spazio; era incredibile per me vedere una persona del genere. Nessun altro però la stava guardando. Ho visto gli individui più assurdi in banca, da Primark, fare lavori rispettabilissimi; qui non li vedi. A questo spero che piano piano ci arriveremo ma lì l’hanno fatto tanto tempo fa e questa è una figata. Puoi essere te stesso, senza filtri, e le persone non ti giudicano.

Fonte Pinterest

Se non avessi fatto musica avresti mai provato a lavorare nella moda?

Ci sto pensando un po’ perché mi piace ma è una cosa che non avrei mai pensato di poter trasformare in un lavoro ora però mi sta incuriosendo sempre di più e vorrei provarci. Più passa il tempo e più la gente mi chiede dove ho preso determinati capi e allora mi viene da pensare che non sia solo una mia passione ma che posso aiutare davvero anche gli altri.

Mi contattano dei brand per fare delle partnership e un giorno potrebbe essere interessante dire “ragazzi vorrei disegnarmi delle cose per i concerti”. Se mai qualcuno accettasse, io proporrei i miei bozzetti e loro li realizzerebbero, come hanno fatto tanti cantanti. Sarebbe bello creare una linea di vestiti da mettere ai concerti e poi una collezione per ragazze più da giorno o da sera. Ho avuto l’opportunità di lavorare con questa ragazza che su Instagram si chiama ‘tipized‘ e mi sono detta subuto che era la tipa giusta. Le ho mandato un cappello che avevo visto su Instagram mentre giravo un po’ e le ho scritto che non ne trovavo uno così da nessuna parte; lei aveva dei pezzi di pelliccia da usare ma non sapeva come e alla fine è venuto fuori un bucket di pelliccia azzurro.

Preferiresti collaborare con brand piccoli di nicchia o con quelli più grandi e conosciuti?

A me piacciono molto questi piccolini di nicchia che ti seguono. Per lavorare con un brand più grosso è anche più difficile, poi dipende anche dal tipo di marca. Tra le mie preferite c’è Marni e fare una collaborazione con loro sarebbe fantastico. Preferirei comunque una cosa più simile a me come Stussy, ad esempio.

Un capo essenziale e un capo che dona carattere e ti valorizza?

Un capo essenziale, per me da sempre, è un cappotto. Se sei in tuta o con la camicia da notte, ti metti quel bel cappotto e puoi sfilare dove vuoi. Anche vintage, preferibilmente Max Mara o Martina Rinaldi che sono belli larghi e ampi. Consiglio anche gli Aspesi che tengono caldo e riparano bene dal vento.

Una mia cosa personale sono i cappelli, che ti salvano sempre e possono stravolgere il look. In generale mi piacciono tantissimo gli accessori come mega orecchini e mega collane che sono difficilissime da trovare. Angela Caputi fa queste collane di resina, leggere, che però fanno un figurone anche solo con una t-shirt bianca sotto. Gli accessori fanno lo stile secondo me.

Fonte profilo Intagram g_rossi_monti

La musica ha influenzato il tuo stile?

Direi di si, assolutamente si. Osservo molto come si vestono gli altri musicisti e gli altri cantanti. Guardo soprattutto gli uomini, a dir la verità. Mi piacciono gli stili dei repper, cose larghe e comode, ma anche il punk, lo street e Chanel. Non riuscirei mai a portare un total look Chanel ma probabilmente un capo, magari una bella giacca, abbinata ad un jeans largo, perché no. In questo periodo sto tenendo molto sotto controllo anche Dua Lipa: pantaloni ampi e magliettine strette, che è sia un po’ uomo e un po’ donna.

Io sono l’ultima sorella di due maschi e quindi è anche per questo che su di me c’è questa influenza maschile nel vestire. Infatti quando mi metto una gonna, un tacco o qualcosa di più femminile tutti i miei amici e anche i ragazzi che mi seguono mi dicono per scherzare “finalmente ti sei vestita da donna!”, ma in realtà è proprio vero.

Cambio spesso stile ma mantenendo sempre delle forme simili, prediligendo pantaloni a gonne. Però mi piace variare perché secondo me la moda, a differenza di tante altre cose, è in continua evoluzione; è questa la sua bellezza e, qualsiasi età tu abbia, puoi seguirla a modo tuo. Una cosa che mi diceva mia nonna è “seguire la moda, rimanendo sempre se stessi.”.

A X Factor invece come funzionava la questione dei costumi?

A X Factor è molto difficile se non hai uno stile definito. MyDrama, ad esempio, era in completo, giacca e pantalone, e cappellino dall’inizio alla fine dell’edizione. Lei è stata molto intelligente: si è presentata così e, al massimo, le hanno fatto dei make-up particolari. Aveva uno stile molto riconoscibile e immediatamente la sartoria ha capito cosa fare su di lei. Con noi è stato più difficile anche perché siamo in due e Filippo non ha uno stampo preciso. Alla fine comunque abbiamo raggiunto un risultato del quale eravamo contenti e se ci fosse stato più tempo avremmo potuto sperimentare di più. Speriamo di avere l’opportunità di lavorare con le ragazze anche al di fuori di X Factor.

Fonte profili Instagram g_rossi_monti e manitobaofficial

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