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Cambiare le nostre città per vivere il futuro

Da Parigi il progetto della “città del quarto d’ora”, una nuova visione della smart city contemporanea post-coronavirus

Negli ultimi anni le agende mediatiche di quotidiani, periodici e televisioni, si occupano con sempre maggior attenzione al tema delle smart citiy. Attenzione cui si aggiunge inoltre la massiccia quantità di materiale scientifico prodotto dalle università di tutto il mondo in merito a questa tematica. Usare le nuove tecnologie per migliorare la vita dei singoli individui nel loro piccolo, è sicuramente un buon punto d’inizio, ma ciò non basta. Molto spesso infatti i governi nazionali o locali, offrono soluzioni, anche da un punto di vista smart, che sono a breve termine. Ma i progetti che è necessario attuare oggi nelle comunità locali, richiedono molti più investimenti e molto più tempo per entrare a regime.

Questo è quello che sta tentando di fare il ri-eletto sindaco di Parigi Anne Hidalgo, 61 anni, sull’onda lunga di altri progetti già noti come i Superblocks di Barcellona e la campagna Everyone Everyday di Londra. Il progetto francese, lanciato durante la campagna elettorale per la riconferma alla carica di sindaco, si chiamerà La Ville du quart d’heure, letteralmente la “città del quarto d’ora” e prevede di riprogettare la metropoli in modo tale che il cittadino, posto al centro, possa trovare ogni servizio utile a 15 minuti di distanza da casa.

Il progetto si pone come uno strumento per la transizione ecologica e digitale della città, migliorando la vita cittadina che, in tempi di pandemia, la renderebbe più sicura. Si tratta anche di una rivoluzione urbana basata sull’innovazione tecnologica. Infatti, le potenzialità delle attuali smart city permetterebbero di garantire l’efficienza all’interno della casa, nelle vie del quartiere e sul posto di lavoro. Lavoro che con i tempi attuali si sta trasformando in uno smart working da casa o in co-working in spazi da condividere con i colleghi.

Come ormai sappiamo, le città sono diventate il punto centrale delle politiche e dell’economia del XXI secolo. Queste sono investite dai cosiddetti “megatrends” che caratterizzano oggi la società. Questi trends riguardano l’aumento della popolazione e la tendenza all’urbanizzazione, un crescente impatto ambientale delle città, che consumano il 75% dell’energia mondiale e sono responsabili dell’80% delle emissioni di CO2. Secondo l’agenda dell’Unione Europea al fine di affrontare queste difficoltà è necessario realizzare un’integrazione tra le tecnologie, le città e i loro cittadini. Da questa concezione si sviluppa l’idea che le città europee, ma anche quelle del resto del mondo, debbano mutarsi in città intelligenti. L’Unione ha, quindi, elaborato l’Agenda Digitale Europea che attribuisce un ruolo di rilievo alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, poiché soltanto attraverso un utilizzo intelligente di queste, si può realmente offrire ai cittadini una qualità della vita migliore. 

Sotto questo punto di vista, sono molteplici i settori in cui la tecnologia può permettere un miglioramento della vita cittadina. Ad esempio, per quanto riguarda la rete energetica. Oggi è necessaria una connessione al fine di creare una “Smart Grid”, ovvero sia una rete che possa controllare l’energia grazie alla tecnologia. Oppure, collegato in parte all’ambito dell’energia il settore ecologico risulta essere spesso al centro dell’attenzione delle nuove tecnologie intelligenti, in quanto grazie a questi nuovi sistemi di comunicazione le opportunità sono molteplici e la possibilità di passare a delle vere è proprie “smart sustainable cities” è sempre più reale. Secondo il report di Smartgreens 2017 le città tradizionali si trovano di fronte a problemi urbani legati a fenomeni di tipo sia economico, che sociale, che ambientale. La sfida è dunque quella di implementare soluzioni smart, ma soprattutto iniziative con l’obiettivo di coinvolgere i cittadini e trovare la soluzione più adatta ai problemi urbani.

L’intento del progetto parigino è quindi quello di avviare dal basso iniziative di tipo ecologico per modificare il modo di pensare e agire dei cittadini per arrivare ad una vera e propria mentalità green e che possa vedere nel vicinato un luogo sicuro e agevole in cui vivere la quotidianità. Tutto questo passerà sia per l’innovazione tecnologia ed ecologica, ma anche per la riscoperta e la rivalutazione di spazi sotto utilizzati o degradati che, all’interno del quartiere, fungeranno da spazi di condivisione e vita cittadina per il bene collettivo.

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